L’assessore regionale Paolo Gatti non ha dubbi, nel caso in cui i dipendenti della Xpress (società che gestisce lo scalo dei Parchi), assunti con gli incentivi del bando «Lavorare in Abruzzo 3», dovessero operare, come sembra, al di fuori del territorio della regione, la società perderebbe i contributi ottenuti. Si tratta di 880 mila euro per l’assunzione di 60 lavoratori selezionati con un avviso pubblico. Molti dei neo assunti dovranno essere impiegati per almeno due anni nelle sedi di Milano, Venezia, Bologna, Pisa, Bari, Cagliari, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Palermo e Catania. Si tratterà di un periodo di prova e di formazione per i neo assunti negli scali già gestiti dalla società. I 60 lavoratori prenderanno servizio l’11 novembre. Un bando nato sotto una cattiva stella forse, quello della Xpress, contestato fin dal primo momento. Qualcuno ha parlato di colloqui farsa, altri hanno invece obiettato la circostanza che soldi pubblici non possono essere utilizzati per alimentare una struttura privata. Insomma, il solito problema. Il manager di Xpress, Giuseppe Musarella, invece, ostenta sicurezza e con una grande dose di pazienza ingoia l’ultimo siluro in ordine cronologico dopo gli ostacoli, tutti superati, legati alla certificazione commerciale da parte dell’Enac: «Ho intenzione di tenere una conferenza stampa sulla questione relativa al bando Lavorare in Abruzzo 3. Ho invitato anche l’assessore Gatti che spero mi comunicherà la sua disponibilità a essere presente». Il manager accenna soltanto a un paio di questioni: quella della formazione, che non può che essere fatta nei luoghi dove la società ha altri scali operativi aggiungendo che «per gli altri 500 assunti dal bando Abruzzo 3 che ha interessato 171 aziende in totale per 617 posti di lavoro complessivi, non ci sono stati né bandi né colloqui, neanche colloqui farsa come qualcuno li ha definiti». Insomma la sensazione della Xpress è sempre la stessa: una eccessiva attenzione politica, un fastidio mal celato, per uno scalo che camminerà con le proprie gambe.