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Pescara, 18/03/2026
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Data: 06/11/2013
Testata giornalistica: Il Centro
M5S e Lega insistono: si dimetta. Mozione di sfiducia dei grillini, Sel lacerato. Luttwak: roba da Paesi africani

ROMA La mozione di sfiducia nei confronti di Annamaria Cancellieri c’è già e la firma il Movimento 5 Stelle, che chiede l’esame del documento in Senato per venerdì prossimo, 8 novembre, e davanti al no dell’assemblea, anticipa che la questione Ligresti, assieme a quella sul voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, sarà chiesta come “procedura urgentissima” in ogni seduta. «Può un ministro della Giustizia mettersi a disposizione di un’intera famiglia? – domanda in aula il senatore Alberto Airola – Non può secondo noi: dia l’esempio e si dimetta. Suo figlio è uscito da Fonsai ed è entrato in Telecom, non sarà palesemente conflitto di interessi o penalmente perseguibile, ma non è una cosa normale». Non c’è stato «alcun chiarimento» da parte del ministro, incalza il deputato Alfonso Bonafede, che parla di «dibattito ipocrita»: «Se le intercettazioni riguardassero Berlusconi, tutti a stracciarsi le vesti». I Cinque Stelle non sono soli nel chiedere un passo indietro. Sullo stesso fronte ci sono la Lega, i grillini fuoriusciti raccolti nel Gap dentro il Gruppo misto, e fuori dal parlamento La Destra e L’Idv, mentre dentro Sinistra e libertà gli animi sono lacerati. Fratelli d’Italia definisce Cancellieri «ministro dell’Ingiustizia». La Lega invita il ministro a farsi da parte: «Ha dimostrato la sua sensibilità verso la mala giustizia con il caso Cucchi e il caso Aldrovandi, ma qui è intervenuta come amica di famiglia. Non è un errore, ma un fallimento» dice il capogruppo al Senato, Massimo Bitonci. «Nessun dissenso sulla scarcerazione di Giulia Ligresti, era un atto di giustizia – dichiara il senatore di Sel Peppe De Cristofaro – Ma non è stato alla luce del sole. Tutti i detenuti siano trattati come lei». È in gioco l’uguaglianza di fronte alla legge, ribadisce il deputato Daniele Farina, che chiede al ministro di lasciare nel caso in cui ritenesse di riuscire a «chiudere la forbice tra la capienza regolamentare delle carceri e il numero dei detenuti». Claudio Fava, vice presidente della commissione Antimafia, invece, si dice a favore delle dimissioni e annuncia il suo voto di sfiducia. Nel Pdl dissente dalla linea del partito Maurizio Bianconi: «Per la dignità di tutti e del ruolo sarebbero opportune le dimissioni». E un osservatore come il politologo Edward Luttwak commenta: «Roba da Stati africani, in altri Paesi avrebbero dato subito le dimissioni. Letta doveva buttarla fuori dal governo».

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