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Pescara, 18/03/2026
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06/11/2013
Il Centro
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L’accusa di Veronesi «Fumo, e-cig efficaci lo Stato rema contro». L’oncologo: sigarette elettroniche stroncate dalle tasse «Si lucra su una tragedia, se tutti le usassero 30mila salvi» |
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ROMA Lo Stato «lucra» sul più grave problema sanitario del nostro secolo, il fumo, prima causa di carcinoma polmonare, «invece di combatterlo con ogni mezzo che la ricerca scientifica mette a disposizione». Una vita intera spesa nella lotta ai tumori dalla trincea dell’Istituto europeo di Oncologia (Ieo) di Milano, Umberto Veronesi accusa il governo di «remare contro le sigarette elettroniche», le sigarette tobacco free che, assicura, offrono «un vantaggio gigantesco» perché, dice in parole semplici lo scienziato, «senza tabacco si può fumare quanto si vuole e non viene il cancro ai polmoni». L’ex ministro della Sanità prende posizione contro i provvedimenti fiscali che in pochi mesi hanno colpito il mercato in espansione delle sigarette elettroniche, provocando la chiusura di moltissimi punti vendita di e-cig: «La moda si è sgonfiata perché il governo, introducendo una tassazione al 58% ha fatto sparire molti produttori. Certo – ricorda – lo Stato guadagna molto di più con le sigarette tradizionali, senza pensare che ogni anno spende tre miliardi per curare i 50mila tumori che si sviluppano in Italia a causa del fumo». Una «tragedia» epocale che, secondo l’oncologo, potrebbe essere evitata con la diffusione delle sigarette elettroniche: «Se tutti coloro che fumano in modo tradizionale si mettessero a fumare sigarette senza tabacco salveremmo 30mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Abbiamo il dovere di studiare scientificamente la sigaretta tobacco free e noi allo Ieo abbiamo deciso di farlo». Con le sigarette elettroniche, sottolinea, diminuisce il numero delle sigarette fumate ed è possibile arrivare a smettere. I numeri di uno studio pilota condotto dallo Ieo in collaborazione con l’Istituto cardiologico Monzino e del San Raffaele sono stati presentati ieri a Milano. Sono stati presi in esame 65 forti fumatori ammalati di cancro o di cuore che hanno usato la sigaretta elettronica senza nicotina: «Dopo sei mesi aveva smesso il 60% contro il 32% di coloro che non avevano utilizzato la e-cig – ha spiegato Carlo Cipolla, direttore della Cardiologia dello Ieo – E anche chi non è riuscito a smettere, ha ridotto drasticamente il numero di sigarette fumate: sulla base di questi dati sarebbe delittuoso non continuare a studiare uno dei pochissimi mezzi che abbiamo contro il più potente killer conosciuto». Secondo Cipolla, che ha annunciato uno studio più ampio, per essere sicura la sigaretta elettronica non deve contenere nicotina, mentre Veronesi chiede norme stringenti ma apre a un possibile uso di nicotina, in misura minima, allo scopo di incidere di più sulla lotta al tumore. «Ho chiesto al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di impegnarsi a diffondere questa sigaretta – conclude – lunedì la rivedrò e glielo chiederò di nuovo anche alla luce dei dati».
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