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Data: 06/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia chiude ad Air France «Prima versate poi chiedete»

ROMA Alitalia respinge le proposte di Air France: no a gruppi di lavoro congiunti per predisporre il nuovo piano industriale. E no alla due diligence. Piuttosto fateci sapere che cosa intendete fare sull’aumento di capitale. Nello stesso giorno in cui hanno risposto al cfo Philippe Calavia, Roberto Colaninno e Gabriele Del Torchio hanno replicato anche al presidente Alexandre de Juniac. «Ci riferiamo alla sua proposta - si legge nella missiva in inglese, di sei pagine - di mettere in piedi una squadra di lavoro (working team) composta da manager di Air France e Alitalia per lavorare in modo congiunto a partire dal 4 novembre sulla strutturazione di un nuovo business plan per Alitalia, su una due diligence legale finanziaria e contabile di Alitalia, sull’elaborazione di una struttura del capitale e del debito sostenibile. Un lavoro congiunto da mantenere confidenziale che richiederebbe una durata non inferiore a quattro settimane».
Ebbene, secondo il presidente e l’ad di Cai è «piuttosto chiaro che tale proposta non è finalizzata a supportare Air France nel processo decisionale riguardante la sottoscrizione della sua quota di aumento di capitale, ma per creare le basi di una differente e più ampia transazione a combinare i business di Alitalia ed Air France». Senza mezzi termini, Colaninno e Del Torchio scrivono che «personalmente, non siamo convinti che la creazione di gruppi di lavoro congiunti per le finalità di cui sopra sia consigliabile in un momento come quello attuale, nel quale un’offerta di sottoscrizione di un aumento di capitale che potrebbe comportare significativi cambiamenti nella base degli azionisti di Alitalia è ancora pendente mentre il management di Alitalia è completamente dedicato a implementare il piano finanziario recentemente approvato dal consiglio di amministrazione e la maggior parte dei consiglieri di Alitalia ha offerto le dimissioni» (lo stesso Colaninno si è dichiarato indisponibile a una rielezione in posizione apicale).
C’è di più. «Noi riteniamo - rispondono i vertici di Alitalia - che imbarcarsi in un esercizio di due diligence che appare essere, per tipologia, portata e natura, tipico di una transazione di m&a, sarebbe abbastanza inusuale in una situazione nella quale nemmeno i termini di base, le linee guida e gli obiettivi di fondo di una potenziale transazione che coinvolga Alitalia e Air France Klm, sono stati discussi o condivisi tra le parti interessate».
Dopo aver espresso tutta la loro contrarietà, Colaninno e Del Torchio divengono formali. «Lei si renderà conto del fatto che ogni decisione riguardante l’esercizio di due diligence e le altre attività congiunte da lei proposte, debbono essere prese dal cda di Alitalia. Una riunione è prevista per il 31 ottobre 2013 per un aggiornamento sullo stato del piano finanziario della compagnia: noi potremmo cogliere questa opportunità per presentare la sua proposta che comunque, per le ragioni evidenziate sopra, non siamo disposti a supportare». Va detto che nel cda del 31 ottobre molti consiglieri e il collegio sindacale, in uno dei rari momenti di unità interna, hanno condiviso la posizione dei vertici. Alitalia comunque vuole mantenere aperto il dialogo. «Noi non scartiamo in nessun modo l’opportunità di sviluppare ulteriormente la nostra partnership - si legge nella lettera - per rafforzare le operazioni di Alitalia e per garantire la crescita sostenibile nel tempo creata attraverso la combinazione dei business di Alitalia e di Air France. Tuttavia le prospettive di tale combinazione dipenderanno anche dall'esito dell'aumento di capitale. Qualsiasi discussione o valutazione in relazione ad essi sarà molto più significativa dopo che sarà nota la base degli azionisti risultante dall’aumento di capitale di Alitalia e sarà stato nominato un nuovo consiglio di amministrazione, con la piena autorità per affrontare la vostra proposta e valutare i suoi obiettivi di fondo».
LE DIMISSIONI DI MONTI
Per il momento, comunque, «riteniamo che il nostro focus primario sia l’implementazione del piano finanziario di Alitalia e delle risoluzioni approvate dal consiglio e dall’assemblea degli azionisti. Siamo ancora in attesa di sapere se Air France Klm sottoscriverà o no l’aumento di capitale e speriamo sinceramente di sì nell’ambito della nostra partnership». A questo proposito, «noi confermiamo che il management di Alitalia è pienamente disponibile a fornire ad Air France qualsiasi informazione aggiuntiva che possa essere necessaria per garantire che Air France prenda una decisione informata sulla sottoscrizione dell’aumento di capitale e discutere con lei e con il management di Air France il piano industriale della compagnia e per affrontare qualsiasi commento, proposta e suggerimento che un partner con lo standing e l’expertise di Air France Klm volesse fornirci». In conclusione, si ribadisce «che personalmente attribuiamo il più alto valore alla nostra partnership e al contributo che, come azionista e partner di Alitalia, Air France ha finora fornito e continuerà a fornire in futuro ad Alitalia». Peraltro, nel cda del 31 ottobre si è dimesso Ernesto Monti, consigliere in quota Angelucci.

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