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Pescara, 18/03/2026
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Data: 07/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Atac, il Campidoglio sotto assedio. Sit-in e fischi ai sindacati. Porte chiuse alla massa di lavoratori autorganizzati, il sindaco Marino riceve solo le sigle confederali.

Intesa firmata ieri sera, ma la protesta degli autisti continua
Da lunedì potrebbero non fornire più informazioni agli utenti

L’AGITAZIONE
L'accordo siglato ieri sera tra Comune e sindacati non ferma la rivolta degli autisti Atac: la sospensione dei turni straordinari andrà avanti fino a sabato, poi i conducenti - in agitazione per il taglio delle ferie e la carenza di organico - faranno scattare la seconda fase della protesta: da lunedì i guidatori dei bus potrebbero non dare più informazioni ai viaggiatori. «Dalla prossima settimana - spiega Micaela Quintavalle, la giovane autista che guida la rivolta - cambieremo alcune modalità di protesta. Per il momento prevale l'idea di non fornire più indicazioni a chi si sposta sui mezzi». Misura drastica «ma forse - aggiunge Quintavalle - è l'unico modo per farci ascoltare da un'amministrazione che finora ci ha ignorato». Del resto anche ieri, dopo quattro ore di sit-in prima a Santi Apostoli e poi sotto il Campidoglio, il sindaco Marino ha deciso di ricevere solo la delegazione dei sindacati confederali, Cgil, Cisl e Uil e dell'Ugl, rifiutandosi di invitare anche i portavoce dei lavoratori autorganizzati, nonostante questi ultimi fossero presenti in piazza in misura almeno quattro volte maggiore rispetto alle rappresentanze sindacali: circa quattrocento i primi, un centinaio scarso le seconde.
I FISCHI
Già prima che la delegazione dei sindacati incontrasse Marino era partita la contestazione degli autisti "ribelli" contro le associazioni di categoria. «Con loro non abbiamo nulla a che spartire», spiegava un conducente orgogliosamente «senza sigla», Simone Ruggieri. «Ci hanno tradito da anni, in tanti abbiamo riconsegnato le tessere». Ecco perché ieri sono andati in scena due sit-in separati: da una parte gli autorganizzati, rumorosi e colorati, dall'altra i sindacati con tante bandiere ma pochi lavoratori. In mezzo una delegittimazione reciproca, nonostante i motivi della protesta contro la giunta Marino fossero gli stessi. «Abbiamo ricevuto una busta paga senza i premi di produzione che ci spettavano», spiega ancora la Quintavalle. Altro tasto dolente, le ferie: «Facciamo 10 giorni di vacanza l'anno. Conosco autisti che hanno anche 100 giorni di arretrati che non recupereranno mai. Tutto ciò mentre in questa azienda ci sono quattro amministrativi per ogni autista».
INTERINALI
Ieri hanno manifestato anche i lavoratori interinali dell'Atac: tre di loro si sono incatenati a un'inferriata di piazza del Campidoglio chiedendo un incontro con Marino. «Siamo in 115 a mettere le toppe all'Atac da tre anni - denunciano i precari - Ma serviamo solo da giugno a ottobre, quando ci sono i turisti. Il resto dell'anno non ci fanno lavorare. E l'Atac dal 2009 non assume più». Oltre al danno la beffa: «Molti di noi non possono neanche partecipare al concorso Cotral perché prevede un limite di età di 39 anni. Nei mesi in cui lavoriamo poi non abbiamo neanche il tesserino per entrare in rimessa né la divisa aziendale». Verso le sette di sera, dopo l'intervento dei carabinieri, le catene sono state sciolte e i dimostranti allontanati. Ma il sindaco Marino non si è presentato.
L’INTESA
In tarda serata da Palazzo Senatorio è arrivata comunque la fumata bianca sul nuovo accordo sindacale: dopo un braccio di ferro andato avanti per tre ore sulla richiesta, fatta dai sindacati, di sospendere la spending review per l'Atac fino a dicembre, Marino e l'assessore ai Trasporti, Guido Improta, hanno accettato le richieste di Cgil, Cisl, Uil e Ugl e l'intesa è stata siglata poco prima che il tavolo saltasse. Intesa che oltre alla sospensione dei tagli lineari - che permetterà di erogare ai lavoratori la seconda tranche dell'una tantum di 350 euro entro dicembre - prevede anche l'impegno del Comune a rafforzare il ruolo pubblico di Atac, l'introduzione di un tetto per gli stipendi dei dirigenti (tagli previsti del 15% dal 2014), la razionalizzazione dei costi esterni per la fornitura dei servizi e la rimodulazione del sistema degli appalti.

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