L’AQUILA «Ottocentottantamila euro di fondi regionali per assumere 60 persone a tempo indeterminato, 2,9 milioni e mezzo di fondi Fas per il potenziamento delle infrastrutture che stanno per essere notificati grazie al mio interessamento, altri due milioni già stati stanziati quando ero assessore. Dove sono gli investimenti privati sull'aeroporto di Preturo?». E' solo una delle tante domande che pone il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, alla società che gestisce lo scalo aquilano e al sindaco, Massimo Cialente, tornato prepotentemente alla carica sul mancato decollo dell'aeroporto dei Parchi, salito agli onori della cronaca nei giorni del G8 del 2009 e che in quei mesi sembrava dovesse diventare un punto di riferimento per il centro Italia per i mezzi della Protezione civile. «I fondi erano finalizzati proprio a quello», spiega De Matteis, ricordando il cambio di rotta dell'Amministrazione, che ha virato sui coli commerciali da e per l'aerostazione aquilana, affidata per venti anni alla società Xpress. I primi voli sarebbero già dovuti partire a fine settembre e sono stati rimandati dopo la richiesta di chiarimenti sul rapporto costi-benefici da parte del Ministero. «Solo ora sembra sia in piedi la trattativa con tre società (la svizzera Darwin Airline, cui potrebbero aggiungersi anche la francese Wind Jet e l’italiana Sky Bridge ndr ). Se la trattativa è ancora in piedi mi chiedo: a settembre, quali voli avevano intenzione di far decollare? E per quale destinazione?». C'è poi la proposta, contenuta nel piano industriale Xpress, di realizzare un centro commerciale, per il quale già esiste il nome («Zafferano rosso») all'interno dell'aeroporto «visto che è la stessa società a prevedere un esiguo numero di passeggeri. E lo mette nero su bianco. Forse non sapendo che in quell'area il Prg non prevede strutture commerciali» aggiunge De Matteis. C'è poi la questione legata al personale. Sessanta persone, scelte su circa 3500 candidature, sono state selezionate ma per due anni lavoreranno fuori dell'Abruzzo, in una delle strutture in cui è presente la Xpress. Assunzioni per le quali, grazie al bando «Lavorare in Abruzzo 3», la Regione ha stanziato 880mila euro. Su questo punto sono tre le osservazioni di De Matteis, che ricopre anche il ruolo di consigliere comunale di opposizione. «In questi due anni chi dovrebbe svolgere le mansioni che, allo stesso tempo, qualcuno dovrebbe svolgere a Preturo? Insieme all'assessore al Lavoro Gatti, inoltre, stiamo verificando se sia possibile utilizzare i fondi regionali per assumere persone che poi andranno a lavorare altrove. E, infine, quando saranno terminate queste risorse, chi si farà carico di pagare gli stipendi?». Il piano di sviluppo dell'aeroporto, insomma, non convince e De Matteis invoca un intervento chiarificatore del sindaco Cialente. «Sull'aeroporto Cialente sta tirando l'ennesima "sola" alla città (alla romana, non intendo suola di una scarpa). Vogliamo capire cosa ne sarà di questo scalo, quali sono i voli che dovrebbero collegare la città ad altre realtà italiane e capire che fine faranno questi sessanta lavoratori» tuona De Matteis, che ha escluso categoricamente l'esistenza di pressioni esterne per bloccare l'aeroporto. «Alle altre strutture (intendendo Pescara, ndr ) interessa poco ciò che accade qui, visto che è la stessa società che ha dichiarato a chiare lettere che non ci sarà un grande flusso di passeggeri». Dopo la fine della conferenza, inatteso siparietto tra De Matteis e i rappresentanti della Xpress (l'amministratore unico, Giuseppe Musarella, e il direttore marketing e commerciale dell’aeroporto, Ignazio Chiaramonte) giunti all'Emiciclo per un chiarimento. Duro il confronto verbale tra le parti. «Ci sembrava giusto che fosse ascoltato anche chi vuole investire su questo territorio» ha spiegato Musarella. «Parleremo anche con voi, non preoccupatevi - ha replicato De Matteis -. Chiederemo delle risposte anche a voi, ma adesso è da Cialente che vogliamo i chiarimenti». Il tutto in pochi minuti. Poi ognuno per la sua strada. Ma i punti interrogativi rimangono.