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Pescara, 18/03/2026
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07/11/2013
Il Centro
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Aeroporto dei Parchi, è quasi rissa. Botta e risposta al vetriolo tra De Matteis e Musarella, amministratore della XPress, piombato a sorpresa all’Emiciclo. Gli esclusi: il personale scelto con criteri poco trasparenti |
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L’AQUILA La sala Nassirya di Palazzo Madama era quasi piena quando Giuseppe Musarella, amministratore unico della società XPress, ha annunciato che di lì a poco, dallo scalo di Preturo sarebbero decollati i primi voli commerciali. Era quasi l'inizio dell'estate e il primo volo era annunciato per agosto. Da allora, però, sono passati altri tre mesi e di trolley all’aeroporto dei Parchi non se ne sono visti. Qualche giorno fa è stato consegnato il certificato di apertura al traffico commerciale. Tuttavia, a questo atto di natura tecnica deve far seguito un nullaosta che passa per il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. Intanto, ci sono di mezzo i 60 neoassunti che, stando allo stato attuale, andranno a lavorare fuori città, e forse fuori regione grazie, probabilmente, a un escamotage tecnico: la formula del «distacco» presso un'altra società. Una soluzione che consentirebbe alla Xpress, che ha in gestione e concessione l'aeroporto dei Parchi, l'accesso agli 800mila euro di fondi europei previsti dal bando della Regione «Lavorare in Abruzzo 3», contemplando l’eccezione di cantieri mobili e casi di emergenza. Una situazione su cui, però, il vicepresidente vicario del consiglio regionale, Giorgio De Matteis, vuole vederci chiaro. «Cosa prevede il piano industriale dell’aeroporto per quanto riguarda il numero dei passeggeri trasportati?» si è chiesto in una conferenza stampa all’Emiciclo, terminata in un infuocato botta e risposta tra il politico e i vertici dell’Xpress, giunti a sorpresa negli ultimi minuti. «Se gli 800mila euro della Regione servono per pagare i salari degli assunti, visto che si tratta di contratti a tempo indeterminato, chi pagherà dopo?» ha aggiunto De Matteis. «La verità», ha detto, «è che la Regione ora paga gli stipendi, poi? Forse saranno dirottati sull'outlet, il centro commerciale "Zafferano rosso". Assurdo», ha spiegato, «che tutti i 60 dipendenti debbano fare formazione fuori, ci si chiede chi farà il loro lavoro all’Aquila. Andremo a verificare quanto dichiarato nel bando. Se è vero che esiste l'eccezione cantiere mobile, non so se in questa casistica rientra la Xpress». De Matteis si è chiesto anche «cosa significa la dicitura numero esiguo di passeggeri contenuta nel piano industriale e in quanto consista l’investimento della Xpress». De Matteis è intervenuto sui fondi stanziati dalla Regione, chiamando in causa il sindaco Massimo Cialente per chiedere risposte. «Gli annunci del primo cittadino che si era fatto garante del traffico commerciale finiscono spesso in un nulla di fatto». A quel punto, Musarella è entrato nella sala del consiglio tuonando: «L’Aeroporto dell'Aquila non è di vostra proprietà. Non devo parlare con voi, ma con il sindaco Cialente», ha gridato rivolto a De Matteis. Con lui anche il direttore marketing Ignazio Chiaramonte. «Mi sembrava corretto nei confronti di un imprenditore che investe sul territorio essere invitato a parlare», ha detto Musarella. Poi un battibecco sui fondi Fas stanziati dalla Regione per interventi infrastrutturali: 2,8 milioni di euro per lo scalo di Preturo sui quali Musarella ha affermato: «Non arriveranno e lei lo sa». Immediata la replica di De Matteis: «Si informi, invece. Sta partendo la notifica per quei fondi. Poi la società spiegherà cosa intende farci». Musarella non ha raccolto la provocazione: «Sarò felice di andar via se lei pensa che non siamo capaci di investire su questo territorio. Mi pagate i miei investimenti e me ne vado».
Gli esclusi: il personale scelto con criteri poco trasparenti L’AQUILA C’è Gabriella, 26 anni dell’Aquila, una laurea di secondo livello in Culture per la comunicazione, un master alla Luiss e un Erasmus in Norvegia. Più una miriade di lavoretti precari collezionati nel tempo. E poi c’è Fabrizio, 28 anni, ingegnere informatico e automatico laureato con 110 e lode. Anche lui, tanti lavori con contratti a progetto e prestazioni occasionali. E c’è anche Mauro Celi, che di anni ne ha 43, è lavoratore stagionale della Provincia: guida i mezzi scansaneve due-tre mesi l’anno. Ed è anche ironico musicista nella band «Gionni Protone pentatomici». E poi Ivan D’Angelo, il diplomato di 31 anni che con una dura lettera contro «il solito italian job» basato sui «clientelismi» nella quale sostiene che «le selezioni del personale all’aeroporto dei Parchi sono una totale farsa» ha mobilitato con un rapido tam-tam online un gruppo di disoccupati e precari. Al loro fianco anche Francesco Marola di Rifondazione comunista. Tutti con la stessa richiesta: conoscere i criteri adottati dalla società XPress, che gestisce l’aeroporto, per selezionare (tra 3.550 curricula da cui sono stati effettuati solo 700 colloqui nel giro di pochissimi giorni), i 60 fortunati che saranno presto assunti. Una guerra tra poveri, tra chi è fortunato e chi non lo è ad avere un lavoro. Il nodo del contendere è: perché una società privata che ha ottenuto fondi pubblici (tramite il bando regionale Lavorare in Abruzzo 3) non abbia reso trasparenti le modalità di selezione di quelli che saranno i suoi futuri dipendenti. «Siamo qui per chiedere delucidazioni». I disoccupati non l’hanno mandato a dire all’amministratore delegato Giuseppe Musarella e al direttore marketing Ignazio Chiaramonte. Si sono presentati all’aeroporto e hanno chiesto di loro al front-office. Sceso Musarella, la discussione si è fatta subito concitata, un botta e risposta di un’ora circa che potrebbe avere ragioni da entrambe le parti. Quella dei disoccupati che nella selezione di 60 persone per il futuro scalo commerciale hanno visto il miraggio di un lavoro stabile. E l’imprenditore privato, che «in questo progetto» dice «ci metto soldi, mi dica lei perché devo renderle conto di come scelgo i lavoratori che andrò a pagare». Ma uno sforzo in più, forse, si poteva fare, rendendo trasparenti i criteri di selezione e i profili delle persone infine scelte. «Tanto lo sappiamo che questo aeroporto non aprirà mai e che assumerete queste persone senza garanzie». Ed è qui che si scalda l’atmosfera. «Lei vada a leggersi il bando prima di parlare: devo presentare la documentazione alla Regione che valuta e poi eroga il contributo, ma allo stato attuale non abbiamo ricevuto un euro» si difende Musarella. «Voi negate l’evidenza: se non ricevevate le 800mila euro nona vreste assunto nemmeno una persona» la risposta dei disoccupati. Ora uno spiraglio resta: «Dopo questa prima tranche di assunzioni, si affretta a dire Musarella, «quando lo scalo commerciale andrà a regime, nuove figure professionali saranno assunte attingendo al bacino dei 3.500 curricula».
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