PESCARA Nella bozza dei collegamenti marittimi dell’estate 2014 realizzata dalla Snav, la città di Pescara non compare nell’elenco delle destinazioni che garantiscono il trasporto passeggeri in Croazia. La preoccupazione di essere ancora una volta tagliati fuori dai rapporti con l’altra sponda dell’Adriatico, a vantaggio di città vicine come ad esempio Ancona, è stata espressa dal pilota del porto Leonardo Costagliola, esponente della lista civica La Grande Pescara. «Questo è un esito inevitabile», ha detto Costagliola, «visto che il fondale verrà scavato per soli 5 metri e 50 centimetri e non 6 metri e mezzo come più volte avevamo chiesto e come ci era stato promesso dalle istituzioni. Anche la banchina di levante resterà a 4 metri e mezzo. A questo punto possiamo tranquillamente affermare che i 20 milioni di euro spesi per il porto di Pescara negli ultimi tre anni sono stati letteralmente gettati in mare». A fugare i dubbi e i timori del pilota del porto è però il sindaco Luigi Albore Mascia, che nei giorni scorsi si era detto ottimista riguardo al ripristino del collegamento con la Croazia. E anzi, oggi annuncia un nuovo incontro con i vertici della Snav-Msc Crociere a Napoli, che con tutta probabilità si svolgerà la prossima settimana, per tentare di definire gli impegni in vista della stagione estiva, ragguagliando la compagnia di navigazione sulle attuali condizioni dello scalo cittadino e sulle sue possibili prospettive di sviluppo. «Appena un mese fa», ha evidenziato il sindaco, «il comandante della Direzione marittima Luciano Pozzolano, la massima autorità in materia, ha ufficializzato che ormai i fondali del porto hanno raggiunto i 5 metri di profondità e che entro dicembre diventeranno 6 metri, riaprendo lo scalo al traffico passeggeri. In altre parole Pescara può tornare a guardare con serenità alla prossima stagione estiva e pensare, con fiducia, alla ripresa del traffico merci e passeggeri». «Ovviamente, la prudenza resta comunque d’obbligo», conclude Albore Mascia, «ma non riteniamo che a novembre sia possibile prevedere con tanta negatività quanto accadrà la prossima estate, anche a tutela della politica turistica della città».