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Pescara, 18/03/2026
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Data: 07/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mascia non molla la Snav «più garanzie sui fondali». Allarme di Costagliola sul dragaggio, Testa difende il suo operato

Luigi Albore Mascia non molla la Snav e insisterà nel tentativo di recuperare il collegamento marittimo con la Croazia per la prossima estate. Il sindaco ha confermato la notizia nel giorno in cui il pilota del porto, Leonardo Costagliola, ha lanciato un nuovo grido d’allarme sul futuro del porto: «A dragaggio ultimato i fondali della darsena commerciale non saranno più profondi di 5 metri e mezzo e questo significa aver compromesso in partenza le potenzialità dello scalo - ha dichiarato Costagliola -. Lo dimostra anche il fatto che per la prossima estate la Snav ha escluso Pescara dalle rotte per la Croazia». E mentre ieri Costagliola era a colloquio con il comandante della direzione marittima Luciano Pozzolano, il sindaco s’è detto pronto ad incontrare il comandante Raffaele Aiello, amministratore delegato della compagnia sorrentina, per discutere in extremis del ripristino del collegamento Pescara-Hvar-Spalato. Incontro che Mascia fisserà, ha detto lui, solo dopo che avrà avuto precise garanzie sui fondali: «Non voglio correre il rischio di figuracce, andrò dal comandante Aiello quando sarò assolutamente sicuro che i fondali del nostro porto saranno abbastanza profondi per accogliere una nave traghetto capace di portare auto e passeggeri». Di sicuro la Snav non ha chiuso le porte, dunque se pure le rotte della prossima stagione sono già definite c’è ancora un margine per recuperare. «E’ previsto un incontro con il sindaco di Pescara, ma non è ancora stato fissato» hanno confermato dalla Snav. Le carte sarebbero già pronte, resta il dilemma di quale mezzo impegnare: i fondali a 5 metri e mezzo consentono l’impiego di un catamarano, mentre rischiano di non bastare per un traghetto.
LE NAVI CISTERNA
Costagliola ha anche ipotizzato difficoltà per navi grandi: «Le navi cisterna dei prodotti petroliferi pescano meno che in passato ma sono lunghe 140 metri e necessitano di ampi spazi di manovra che questo dragaggio non garantisce - ha detto -. L’obiettivo sarebbe raggiungibile se la Regione mettesse gli altri soldi promessi».


I PESCATORI CONTRO GROSSO
Intanto la polemica sul futuro del porto registra lo strappo tra la marineria e Mimmo Grosso, portavoce dal quale i pescatori hanno preso le distanze dopo la protesta di martedì. «Grosso ha avuto parole troppo severe nei confronti di Testa, Febbo e Chiodi, i politici che sempre ci sono stati vicini nella nostra battaglia, per cui ci dissociamo: se lui ha mire politiche, non usi la nostra categoria per suoi interessi» hanno detto Massimo Camplone e Giovanni Verzulli, nomi storici della marineria. Le parole di Grosso hanno amareggiato anche Guerino Testa, presidente della Provincia ed ex commissario del porto: «Non vedo e non sento Grosso da agosto, ho sempre fatto il massimo per favorire gli interessi dei pescatori danneggiati dalla chiusura del porto - ha detto Testa - mi sono adoperato per definire ogni dettaglio con Bruxelles per ottenere i 3 milioni del decreto sviluppo arrivando a coinvolgere il ministro Quagliariello e i parlamentari abruzzesi. Se pure bisogna fare i conti con la burocrazia, non comprendo il motivo delle sue parole così rancorose nei miei confronti».

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