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Pescara, 18/03/2026
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Data: 07/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Consiglio, troppe sedute saltate. E sulle elezioni in Abruzzo resta l’incertezza. Intanto nel Pdl arriva la resa dei conti vertice il 16 novembre

PESCARA L'aria che si respira è ormai quella di fine legislatura, anche se in realtà la strada è ancora lunga se dovesse essere confermato il voto a fine maggio. Fatto sta che all'Emiciclo continuano a fare notizia più le sedute saltate per assenza del numero legale che quelle andate a segno. Uno stillicidio insostenibile per le opposizioni, visto che sono le assenze nel centrodestra a frenare i lavori dell'assemblea. Episodio che si è ripetuto puntualmente martedì scorso, quando la maggioranza contava solo 15 consiglieri, e per garantire il proseguimento dei lavori ne servivano 23. Tutto rinviato alla seduta del 12 novembre, con la speranza che questa volta l'appello in aula del presidente del Consiglio regionale abbia maggiore fortuna, mentre infuriano le polemiche (per il capogruppo Pd, Camillo D’Alessandro «siamo alla patologia cronica: nessun provvedimento approvato da mesi, e così vogliono trascinarci fino a maggio, ma lo stipendio lo prendono») .
ACQUA SUL FUOCO
Lo stesso presidente, Nazario Pagano, getta però acqua sul fuoco, ritenendo strumentali le accuse delle opposizioni: «Non esiste un problema di assenteismo degli esponenti di maggioranza. Quello che è accaduto è un fatto episodico, legato anche alla circostanza che si trattava della prosecuzione della seduta del martedì precedente, in una giornata in cui non era prevista la convocazione e in cui molti assessori avevano programmato altri impegni, e alcuni consiglieri erano assenti per motivi di salute». Pagano gioca poi la carta dei numeri: «Da inizio anno si sono svolte venti sedute ordinarie, con l'approvazione di 41 leggi, una media di due leggi per ogni convocazione. A queste si aggiungono decine di risoluzioni e di provvedimenti amministrativi. Non credo, dunque, si possa parlare di Consiglio che non fa il suo dovere. Chi lo fa, afferma il falso».
Ma nel Pdl e dintorni si avverte un clima di disagio legato a molte variabili, non ultima il destino di Berlusconi. Anche in Abruzzo il partito è diviso tra lealisti del Cavaliere e governativi che fanno capo al ministro Gaetano Quagliariello: il voto in Senato del 27 novembre sulla decadenza di Berlusconi era visto come spartiacque per capire come, e con chi, proseguirà il cammino la nuova Forza Italia. Ma ieri sera è stato convocato il consiglio nazionale del Pdl il 16 novembre anzichè l’8 dicembre: una brusca accelerazione, sulla spinta dei lealisti, che anticipa la resa dei conti. Ormai, insomma, il tempo stringe.
TRA «PIGNA» E OFFICINA
Smottamenti che il governatore Gianni Chiodi cerca di esorcizzare assicurando che alla fine il centrodestra sarà «una pigna» attorno alla sua candidatura. Ma l’accelerazione sul consiglio nazionale lo obbliga a prendere una posizione, rompendo gli indugi. Intanto quel che sta nascendo attorno all'Officina d'Italia di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa insidia ulteriormente il Pdl.
Infine, la super domanda: quando si voterà davvero per le regionali? L’election day auspicato dal Pdl necessita di un decreto del Governo per poter proseguire la legislatura oltre il 14 marzo. Ma la firma non c'è.

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