L’AQUILA Prosegue la polemica sul dossier relativo alla ricostruzione post sisma dell’Aquila redatto dall'europarlamentare danese Soren Sondergaard, che oggi pomeriggio alle 16 sarà discusso dalla commissione Controllo Bilanci del Parlamento Ue. L'eurodeputato Enzo Rivellini (Pdl) ha presentato un'interrogazione alla Commissione dell’Unione europea – che aveva già preso le distanze dal rapporto del danese – affinché chiarisca la sua posizione sulla condotta dell'Italia nella gestione dei fondi post-terremoto e sulla possibilità di restituzione di alcune somme percepite dall'Italia. Secondo Rivellini il rapporto di Sondergaard è pieno di «inesattezze e demagogia». Anche la sua collega Erminia Mazzoni è molto critica nei confronti della relazione presentata nel corso di una conferenza stampa all’Aquila dal deputato danese: «E’ assolutamente inusuale» dice la Mazzoni «che un documento così delicato venga illustrato nei suoi punti essenziali al pubblico prima ancora di essere discusso in aula. Il collega danese si è preso la briga d'indire una conferenza stampa in Italia senza prima conferire con gli altri deputati. Qualora vengano riscontrate irregolarità che siano denunciate e sanzionate. Non accetto, però, che si faccia propaganda ai danni del nostro paese», fa sapere in un comunicato. CIALENTE. «Le dichiarazioni di questo europarlamentare arrivano dopo che la Commissione europea aveva già chiarito tutto. Racconta le cose in modo confuso e soprattutto parla di infiltrazioni mafiose senza averne alcuna prova». Da Torino, dove ha partecipato ai lavori di «Urbanpromo», la manifestazione dedicata ai temi del marketing urbano e territoriale, il sindaco Massimo Cialente risponde così a proposito del dossier dell’europarlamentare danese Soren Sondergaard sull’utilizzo dei fondi europei per la ricostruzione della città dopo il terremoto. «È una cosa assolutamente falsa – ha aggiunto Cialente – e mi dà fastidio perché esce in un momento in cui c’è un confronto-scontro con il Governo per quanto riguarda i finanziamenti 2014 e perché sto chiedendo all’Esecutivo di intervenire con questa Europa, che ha un atteggiamento insopportabile: gli interventi in seguito a gravissime calamità naturali non possono e non devono rientrare nel Patto di stabilità». Ed ancora, il primo cittadino ha osservato, a proposito dell’europarlamentare: «Non sappiamo questo signore con chi abbia parlato, quello che è certo è che è venuto a fare polemiche proprio in un momento in cui la città sta ricostruendo in modo quasi travolgente: ci sono 2700 cantieri e, se domani arrivassero i soldi, abbiamo progetti da far partire per 660 milioni ad oggi e per 900 milioni entro fine anno, rispettando il cronoprogramma che prevede che la ricostruzione potrebbe essere terminata per il 2019-2020». L’assessore Pietro Di Stefabo a Sky Tg24 ha invece ribadita che oggi il vero problema è la gestione dei piani Case, una gestione che costa 9 milioni l’anno.