Il terzo round tra il pm Gennaro Varone e l’ex sindaco Luciano D’Alfonso è iniziato ieri mattina nell’aula 1 con la prima udienza del processo sulla strada fantasma Mare-Monti di Penne. E’ il fascicolo più lontano, quello che risale ai tempi in cui D’Alfonso era presidente della Provincia, la veste in cui sarà giudicato ancora dal presidente del collegio Antonella Di Carlo: il giudice che, nel febbraio scorso, ha assolto il politico dal processo per presunte tangenti. D’Alfonso non ha partecipato all’udienza di ieri così come gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto, imputati nel processo – insieme ad altre sette persone – che ruota attorno a un grande appalto da 22 milioni di euro passato al setaccio dagli agenti del corpo forestale all’epoca guidati dal comandante Guido Conti: una strada che, bloccata dopo appena 4 mesi di lavori, è riuscita lo stesso a ferire la riserva naturale del lago di Penne invadendone i confini, in un tratto tra Colle formica e contrada Campetto. L’udienza è durata una manciata di minuti e, con un colpo a sorpresa, l’Anas ha presentato la costituzione di parte civile. Negli anni delle udienze preliminari la società della rete autostradale era rimasta in disparte mentre ieri ha deciso di presentare il conto al suo dipendente, D’Alfonso: il politico del Pd lanciato verso le regionali ma anche dirigente della società Anas. E’ nella prossima udienza fissata all’8 gennaio che il collegio deciderà se ammettere o meno l’Anas nel processo come parte offesa, mentre al dibattimento sono già costituiti parti civili i comuni di Penne e di Farindola difesi dall’avvocato Fabrizio Silvani e la Provincia di Pescara. Truffa, corruzione, falso e corruzione: sono questi i reati di cui devono rispondere, a vario titolo, gli undici imputati tra cui figurano Fabio De Santis, ex responsabile del procedimento della strada già finito sotto inchiesta a Firenze insieme alla cricca dei Grandi appalti del G8 della Maddalena, e l’ingegnere Carlo Strassil, lo stesso che in una telefonata intercettata risalente al 16 luglio 2009, ad appena 3 mesi e 10 giorni dal terremoto dell’Aquila, rideva della ricostruzione paragonandola a «un film». Accanto ci sono direttori dei lavori e commissari finiti nell’inchiesta che parla attraverso un appalto che, sostiene il pm, sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso all'impresa Toto. Il processo sulla strada Mare-Monti riprenderà a gennaio quando il collegio deciderà se ammettere o meno la costituzione di parte civile dell’Anas e, a partire da marzo, il processo sarà celebrato una volta al mese per cercare di arrivare alla sentenza nel più breve tempo possibile.