Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/03/2026
Visitatore n. 752.589



Data: 09/11/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporti, chiude la ditta Di Giacomo

CITTÀ SANT’ANGELO Un'altra azienda di autotrasporti del Pescarese costretta ad arrendersi alla crisi dilagante del settore. Un’amara sorpresa per la decina di dipendenti (quasi tutti autisti) della ditta di autotrasporti Di Giacomo di Città Sant'Angelo. «Lunedì scorso», dice Franco Rolandi, segretario provinciale della Filt Cgil di Pescara, il sindacato di categoria del’autotrasporto, «recandosi come sempre a lavoro, hanno trovato l'amministratore unico ad attenderli per formalizzare la decisione della società di chiudere i battenti con decorrenza immediata, tant'è che sono stati invitati a prelevare i propri effetti personali dai camion sui quali normalmente prestavano servizio per il trasporto delle merci prevalentemente su territorio nazionale». Un epilogo quasi annunciato che nemmeno l'accesso allacassa integrazione, cui l'azienda ha fatto ricorso per ben due volte al fine di tamponare la crisi delle commesse lavorative, è riuscito a scongiurare ed evitare. «Una doccia fredda per i dipendenti», continua i lsindacalista della Filt Cgil, «che nonostante avanzassero dall'impresa la corresponsione di una decina di mensilità arretrate, hanno fino all'ultimo cercato di rimanere legati all'azienda garantendo ugualmente la prestazione lavorativa pur senza essere retribuiti con la speranza, purtroppo vana, che la storica Di Giacomo trasporti potesse riprendere ad operare e ad avere mercato». Un ulteriore episodio che testimonia la difficoltà economica di questo periodo, che – dice ancora Rolandi – «va ad aggiungersi alla lunga lista delle aziende che in questi ultimi anni hanno dovuto arrendersi alla crisi dilagante del settore dovuta senza dubbio alla contestuale diminuzione degli approvvigionamenti delle merci ma anche ad un mercato, quello dell'autotrasporto, dove come è noto regna l'anarchia, l'illegalità e la concorrenza sleale soprattutto dovuto ad imprese con sede all'estero e nelle quali i lavoratori – quasi tutti extracomunitari – sono sottopagati e costretti a prestare l'attività lavorativa in un contesto di continue violazioni contrattuali e delle regole».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it