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Pescara, 24/03/2026
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09/11/2013
Il Messaggero
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Biglietti clonati, vertice in Procura e nuovi indagati l’inchiesta decolla. Ventitré persone sono già finite nel mirino degli inquirenti Il sindaco: «E’ un sistema mafioso, il Comune è parte civile» |
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Ventitrè indagati per due inchieste che presto potrebbero ricongiungersi. Sono due i fascicoli aperti dalla procura di Roma sui biglietti Atac falsi, un business che si aggirerebbe intorno ai 70 milioni annui. E i nomi di tre dipendenti della municipalizzata sono già finiti sul registro degli indagati. Ma se la prima indagine è nata dalla denuncia della società, contro lavoratori infedeli, la seconda è più complessa e ha origine da un report interno riservato sui titoli di viaggio: un sistema di clonazione che nasce in azienda. Ieri, a piazzale Clodio, nel corso di un vertice, il procuratore Pignatone e i pm hanno fatto il punto sulle indagini. LE PERQUISIZIONI Lo scorso marzo il pm Alberto Pioletti, che indaga per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, all’appropriazione indebita e alla falsificazione di biglietti di pubbliche imprese, ha inviato gli uomini del nucleo speciale tutela mercati, presso tredici rivenditori, tra edicole, bar e internet point. Sono ventitrè i nomi iscritti sul registro degli indagati. Secondo il pm, i biglietti invenduti, ritirati dai dipendenti della società dai distributori delle stazioni metro, anziché essere concentrati presso i depositi dell’azienda, sarebbero stati immessi in circolazione. Su quei titoli di viaggio, non utilizzabili perché sprovvisti della codifica magnetica impressa dall’erogatore solo al momento dell’emissione, veniva impresso un codice che li avrebbe resi riconoscibili dai lettori dei tornelli. I biglietti sarebbero stati smistati dagli esercizi commerciali del ”giro” . All’indagine ha collaborato anche il personale dell’azienda, che ha eseguito i controlli sui in alcune stazioni metro. LA SECONDA INCHIESTA E’ invece il pm Laura Condemi a coordinare le indagini su un sistema di clonazione di biglietti che prevederebbe l’accantonamento di fondi neri destinati alla politica. L’indagine è ancora contro ignoti e riguarda un meccanismo interno all’azienda. Secondo la denuncia, il mancato controllo sui biglietti emessi e quelli obliterati non consentirebbe la cancellazione delle matrici di titoli di viaggio. Un meccanismo che consentirebbe di mettere in circolazione più biglietti con la stessa matrice, una vera e propria clonazione. Le indagini del pm Condemi riguardano l’attività della ditta che gestisce la tecnologia informatica ad Atac. Secondo la denuncia arrivata dall’interno dell’azienda, negli uffici Atac ci sarebbe un’area «blindata» accessibile soltanto con un badge abilitato, dove una ventina di dipendenti della società clona i biglietti. Le verifiche sono ancora in corso. IL CAMPIDOGLIO Ieri il sindaco Ignazio Marino ha annunciato che l'amministrazione comunale si costituirà parte civile nei futuri processi contro quello che ha definito «uno schiaffo in faccia alla città». Un sistema «paragonabile alla mafia», ha dichiarato il sindaco. Per i responsabili, Marino ha chiesto «pene esemplari». ma il sindaco ci tiene a precisare: «Lo scandalo riguarderebbe i biglietti emessi in tempi precedenti alla nostra amministrazione, dall'insediamento del nuovo ad di Atac non ci sono più questi fenomeni».
Broggi: «Ho avvisato il pm e ho disposto altri controlli» La questione dei biglietti clonati era stata affrontata dall’Atac «fin dal 2010, quando era stata avviata una commissione d’indagine interna». A dirlo è Danilo Broggi, da luglio scorso amministratore delegato dell’azienda di via Prenestina, chiamato ad affrontare una situazione finanziaria e organizzativa ormai sull’orlo del baratro, con un debito che ha abbondantemente superato i 700 milioni di euro (erano 744 a luglio), quasi il 40 per cento di mezzi fermi, perché bisognosi di manutenzione, e un servizio offerto ai cittadini che presenta falle sempre più evidenti. Sullo scandalo dei ticket falsi, Broggi parla di un lavoro di bonifica avviato già ben prima del suo arrivo al vertice dell’azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico romano, con la creazione di un organismo interno incaricato di fare luce sull’inquietante vicenda. E intanto, continua il suo lavoro di rianimazione dell’Atac, che comprenderà nei prossimi mesi anche una razionalizzazione delle linee e delle fermate del trasporto pubblico di superficie Quali risultati sono arrivati dalla vostra inchiesta interna?
«Gli elementi emersi durante il lavoro della commissione d’indagine sono stati trasmessi alla procura della Repubblica ad agosto del 2012. Quindi si tratta di un fatto già noto all’azienda, che peraltro era già stato trattato dalle cronache dei giornali nel 2011. L’azienda è parte lesa in questa vicenda».
State continuando a fare accertamenti, per evitare che la storia si ripeta?
«Sin dal momento del mio insediamento ho avviato ulteriori approfondimenti sui processi organizzativi, per verificare se ci siano state o meno inerzie da parte aziendale». Cosa si aspetta dall’inchiesta della Procura?
«Per il resto credo sia importante che le indagini facciano il loro corso e arrivino presto a conclusione. E in tal senso riconfermo la piena collaborazione da parte di Atac al lavoro dei magistrati, sui quali l’azienda ripone la massima fiducia». .
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