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Pescara, 24/03/2026
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09/11/2013
Il Centro
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Marino: «Atac, sistema simile alla mafia». Biglietti clonati per creare fondi neri, il sindaco di Roma chiede ai magistrati punizioni esemplari |
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ROMA «Punizioni esemplari» e «severità» della magistratura contro un sistema criminale del tutto simile alla «mafia». Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, non ci sta a vedere il suo mandato macchiato dallo scandalo Atac. Perché lui e il suo staff dei biglietti falsi dei bus emessi dall’azienda pubblica di trasporti per accantonare fondi neri da destinare alla politica, non sapevano nulla. Lo ribadisce il primo cittadino in una conferenza stampa, convocata in fretta e furia in Campidoglio, e ripetendo più volte la parola «discontinuità» aggiunge: «Poche settimane dopo l'insediamento abbiamo sostituito l’amministratore delegato di Atac per dare un segnale chiaro all’azienda e per lo stesso motivo abbiamo sollevato figure apicali. Al di là delle responsabilità sul caso specifico, abbiamo messo in campo un’opera di cambiamento e moralizzazione che è ancora in corso». Mette da parte l’aplomb che di solito lo contraddistingue Marino e, moderatamente alterato, dice: «Per le persone che sono al governo ora di questa città posso garantire io sulla loro integrità morale . Lo scandalo - sottolinea - fa riferimento a un sistema precedente alla nostra amministrazione. Noi non ne sapevamo nulla. Come ho detto al procuratore Pignatone, ci aspettiamo punizioni esemplari: l’azione della magistratura deve essere la più severa possibile per estirpare il malaffare». I 70 milioni di euro di risorse generati dal sistema parallelo e ingoiati da chissà quali conti, non sono altro, per Marino, che il risultato di un sistema mafioso. «Se qualcuno stampa “moneta falsa” e distribuisce biglietti falsi in un sistema in cui qualcun’altro non ha controllato – aggiunge il sindaco – io parlo di criminalità organizzata, di un sistema grave come la mafia». Contro quello che ha definito uno «schiaffo alla città», il Comune ha deciso di costituirsi parte civile quando, e se, si arriverà alla fase processuale di un’inchiesta alla quale la magistratura romana lavora già da tempo. «Le indagini – conclude Marino - sono in corso da molto tempo e per alcune di esse ci sono già stati 15 rinvii a giudizio. Altre inchieste in corso sono coperte dal segreto istruttorio». Anche il Codacons si costituirà parte civile perché, spiega il presidente Carlo Rienzi, «la sottrazione di risorse pari a 70 milioni di euro ha effetti immediati sulla qualità del servizio reso ai viaggiatori» che, quindi, hanno subito un danno.
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