Continua il gioco al ribasso nella richiesta dei fondi per la ricostruzione. In occasione del faccia a faccia con il segretario nazionale del Pd, Guglielmo Epifani, la delegazione del Pd locale ha chiesto di ottenere almeno 600 milioni di euro di competenza per il 2016 per evitare il blocco dei cantieri. Ciò accadeva mentre la senatrice Stefania Pezzopane presentava emendamenti al disegno di legge di Stabilità per 600 milioni l’anno. All’incontro con Epifani di ieri c’era anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini. Ad Epifani è toccato il riassunto delle puntate precedenti corredato da tutti i numeri della ricostruzione. Secondo quanto riferito dal sindaco Massimo Cialente, il numero uno dei Democrat avrebbe condiviso e compreso che i soldi della delibera Cipe sono finiti. «Alla luce di queste considerazioni - ha continuato Cialente -, sia il segretario Epifani, sia Legnini, hanno dovuto convenire che i 600 milioni spalmati in 2 anni previsti dalla legge di Stabilità e
ricomprendenti tutte le voci necessarie, sono assolutamente insufficienti e comporterebbero il blocco totale della ricostruzione, al massimo entro marzo. Abbiamo chiesto l’inserimento, con competenza 2016, di almeno altri 600 milioni di euro». «La copertura ora deve trovarla il governo - spiega il sindaco - manca una strategia nazionale di ricostruzione dell’Aquila e ogni anno ci si deve inventare qualcosa: la protesta della fascia, lo sciopero della fame». Il Pd ha fatto proprio anche l’emendamento anti calamità proposto da Cialente che darebbe la possibilità di superare il rapporto del 3% tra deficit e Pil indebitando lo Stato in caso di gravi calamità naturali per investire nella ricostruzione. Questo sarà il cavallo di battaglia delle prossime Europee. Resta in piedi la soluzione proposta dall’economista Mosler. «Pensiamo a un mutuo per 40 anni con un credito d’imposta per un pool di banche che potrebbero usufruire a loro volta di un prestito della Bei - continua il sindaco -. In questo modo avremo i
fondi senza che l’Italia se ne accorga». «Incontro positivo - conclude Stefano Albano -, totale apertura su emendamenti e proposte ritenute ragionevoli. Il problema vero è stato individuato nell’utilizzo di normative ordinarie per una situazione straordinaria. La mobilitazione continua, comunque, e lanciamo un appello agli altri partiti e ai movimenti civici per un impegno sul territorio».