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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/11/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Pdl, prova di forza dei governativi abruzzesi. La senatrice Chiavaroli porta a Pescara tre ministri. Sala strapiena in Comune ma sono in pochi a schierarsi apertamente contro i lealisti berlusconiani

PESCARA Prova di mobilitazione dei governativi abruzzesi alla vigilia dell’assemblea nazionale del 16 novembre. Ieri nella sala consiliare del Comune di Pescara, Federica Chiavaroli (molto applaudita), senatrice e presidente regionale Magna Carta, l’associazione fondata da Gaetano Quagliariello, è riuscita a schierare ben tre ministri (oltre a Quagliariello, Maurizio Lupi, Gianpiero D’Alia), la colomba Fabrizio Cicchitto, e in linea con le larghe intese il democratico Beppe Fioroni, mentre il sindaco di Verona Flavio Tosi si è diviso tra il convegno Pdl e quello dell’ex sindaco Luciano D’Alfonso a pochi metri di distanza. Tema bipartisan: larghe intese e bipolarismo. Assenza significativa, quella del pontiere Maurizio Gasparri, annunciato dal programma. Assenti anche i falchi abruzzesi Gianfranco Giuliante e Riccardo Chiavaroli. In sala, governativi ma anche presenze istituzionali (come quella dell’equidistante Gianni Chiodi, che si definì un’aquila tra falchi e colombe), l’ex procuratore Nicola Trifuoggi (che poi si è trasferito da D’Alfonso), l’imprenditore Carlo Toto, il presidente del Pescara Calcio Daniele Sebastiani, il senatore Paolo Tancredi, il capogruppo Pdl Lanfranco Venturoni, il deputato Filippo Piccone, il consigliere Lorenzo Sospiri, il presidente della Compagnia delle Opere Giuseppe Ranalli (in quota Lupi), i presidenti della Sangritana e Gtm Pasquale Di Nardo e Michele Russo. Da segnalare una folta delegazione dell’ente nazionale sordi. A misurare la febbre del partito è stato il ministro Quagliariello: «Qual è la linea Maginot dell'unità del Pdl? Sempre i problemi del 2 ottobre. Spero che nel consiglio nazionale del prossimo 16 novembre la discussione riparta proprio da quando il 2 ottobre fu votata la fiducia al Governo,tornare al voto ora con le stesse regole non farebbe che riproporre la stessa situazione di qualche mese fa». Prima del convegno nella sede del Consiglio regionale i lealisti si erano ritrovati per raccogliere firme sulla mozione pro Berlusconi, ma con scarso successo. Prevale la cautela, l’esercizio di equilibrismo. Qualcuno chiede che si possa votare anche il documento dei governativi. Non ha certamente firmato il sindaco di Chieti Umberto Di Primio: «Nessuno me l’ha chiesto e poi ho qualche perplessità su tutta l’operazione. Tornare alla Forza Italia di 20 anni fa è un errore. Bisognerebbe conservare le due sigle, come fece il Movimento sociale quando nacque Destra Nazionale». Succederà qualcosa del genere. Nessuno in fondo vuole la rottura del partito. Si lavora per guadagnare posizioni e resistere alla tempesta che verrà.

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