PESCARA Metti un pomeriggio a Pescara, dove un pezzo di Palazzo Chigi (i ministri Quagliariello, Lupi e D'Alia) e alcuni colonnelli del Pdl del calibro di Fabrizio Cicchitto, si ritrovano in riva all'Adriatico per parlare di Bipolarismo, governo di larghe intese e democrazia dell'alternanza. Un convegno politicamente "sospetto" quello organizzato dalla fondazione Magna Carta Abruzzo di Gaetano Quagliariello a una settimana esatta dall'assemblea nazionale del Pdl che il 16 novembre potrebbe cambiare la storia del partito di Berlusconi. Abruzzo laboratorio della politica nazionale: ieri l’aria era quella di prove tecniche di centrodestra maggioritario. Non sarebbe neanche la prima volta. E in realtà i segnali arrivati ieri dall'ala governativa del partito sono stati tanti. Uno su tutti la presenza discreta del sindaco di Verona, Flavio Tosi, che prima di materializzarsi nell'aula del consiglio comunale accetta di prendere un caffè lungo con l'ex sindaco Luciano D'Alfonso. Il leghista è accreditato in alcuni ambienti politici come il futuro leader del centrodestra, in una sfida generazionale con Matteo Renzi che potrebbe consumarsi nel 2015. Ma sino ad oggi se ne è parlato soltanto sottovoce in attesa di capire come evolverà la situazione all'interno del Pdl. Un altro segnale inequivocabile arriva dai ministri Maurizio Lupi e dallo stesso Quagliariello, nonché dal presidente della commissione Esteri della Camera, Fabrizio Cicchitto: il governo deve andare avanti.
Nessuna incertezza per Lupi: «Le larghe intese nascono dalla responsabilità di fare uscire il Paese dalla crisi. L'altra sfida è consentire l'attuazione delle riforme necessarie per rendere efficace la nostra democrazia».
L'assemblea del 16 novembre? «Spero - dice Quagliariello - che ci sia un dibattito che si attivi anche prima. Il vero problema è sempre quello del 2 ottobre, capire se c'è un accordo sulle prospettive della legislatura. Una parte del Pdl - puntualizza il ministro - pensa che in questo momento una caduta del governo può portare il Paese vicino al collasso e credo che una forza responsabile come il centrodestra debba essere in grado di sviluppare la sua azione sui temi della giustizia, che riguardano il suo leader, mantenendo però ferma la responsabilità nei confronti del Paese».
Anche per Cicchitto, dopo un lungo excursus sul bipolarismo imperfetto nato in Italia dopo i fatti del '92, non esistono alternative: «Siamo andati alla larga coalizione, non alle larghe intese, proprio su proposta di Berlusconi che ebbe una grande intuizione dopo l'esito del voto del febbraio scorso». L'Abruzzo ascolta con curiosità, applaude, con la sua classe dirigente e imprenditoriale schierata ai massimi vertici: dal patron di AirOne, Carlo Toto, al presidente dell'Unione industriali, Mauro Angelucci, poi anche Marramiero, leader Confindustriale pescarese. La senatrice Federica Chiavaroli fa da padrone di casa. Il governatore Gianni Chiodi approfitta del saluto per rilanciare i temi della sua campagna elettorale. Il coordinatore regionale del partito, Filippo Piccone e gli altri si preparano alla conta, che giorno 16 sarà inevitabile, mentre il capogruppo dell'Udc in Regione, Antonio Menna, spiega senza reticenze il motivo della sua presenza: "Siamo qui perché ci interessa l'evoluzione di questo progetto".