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Data: 09/11/2013
Testata giornalistica: Il Tempo
La maxitruffa all'Atac - Biglietti clonati, la Corte dei conti lo sa dal 2008. L’esposto è del sindacato dei giornalai. Denunciata anche una penale mai incassata da Atac. E Micaela contesa dalle tv firma autografi per strada La vuole il Grande Fratello

Le falle nel sistema di bigliettazione elettronica, adottato nell'agosto del 1999 e poi acquistato a tutti gli effetti da Atac a settembre del 2003, erano evidenti fin dall'inizio. I titoli di viaggio clonati sarebbero la conseguenza di queste falle. Eppure un fiume di denaro ha continuato a scorrere costantemente, per oltre 10 anni, dalle casse delle aziende di trasporto pubblico della città di Roma e della Regione Lazio. A beneficiarne è stata prima la società australiana Erg Limited, che ha venduto ad Atac un sistema informatico vecchio di 4 anni e 180 palmari difettosi a 30 milioni di euro, e poi la società Seawind, che è riuscita a "piazzare" altri 1.180 palmari al prezzo di 3 mila euro l'uno, nonostante sul mercato costassero un terzo di quella cifra. La procura regionale della Corte dei Conti ha sul tavolo dal 2008 un esposto in cui il sindacato dei giornalai della Cisl denuncia lo sperpero di denaro, e il conseguente danno erariale, che sarebbe stato messo in atto dai vertici della municipalizzata romana.

Nel documento si fa riferimento proprio al contratto di outsourcing stipulato il 25 agosto del '99 tra Atac e Erg Limited. Tale contratto prevedeva l'installazione, la gestione e la manutenzione del sistema di bigliettazione elettronico, la cui attivazione era prevista per il 25 agosto del 2000 ma che, a causa di problemi tecnici nella stampa dei nuovi biglietti, venne rinviata di 12 mesi. Per questo ritardo Atac avrebbe dovuto riscuotere da Erg una penale di circa 20 miliardi di lire, poi "condonata" in un accordo successivo, in cambio di niente. A luglio 2003 l'azienda aveva due possibilità: acquistare un sistema di bigliettazione nuovo dalla Thales e-Transaction spa a 28 milioni 700 mila euro oppure comprare quello vecchio dalla Erg a 30 milioni. Contrariamente a ogni logica, scelse la seconda offerta, abbuonando alla società australiana anche le penali pregresse. E a distanza di 3 anni ha dovuto sborsare altri 3 milioni per aggiornare la parte software. Senza contare che il contratto stipulato con Erg prevedeva che il sistema venisse esteso a tutto il trasporto regionale. Ciò non è mai avvenuto. E il fiume di denaro ha continuato a scorrere. Il 3 agosto del 2006 la giunta della Regione Lazio ha autorizzato uno stanziamento di 20,5 milioni di euro per portare la bigliettazione elettronica sui mezzi Cotral. Anche in questo caso ai soldi spesi non è corrisposto nulla.

Eppure le falle nel sistema informatico erano emerse sin dal 2004, in una perizia di parte commissionata da Codir srl. La società che distribuiva i biglietti nel circuito dei giornalai aveva, infatti, fatto causa a Erg e Atac denunciando gravi inadempienze. Inadempienze che per il Tribunale civile non c'erano. A pronunciare la sentenza, il 26 luglio 2010, Vincenzo Vitalone, noto alle cronache per essere stato accusato e poi prosciolto dalla Procura di Perugia per presunte irregolarità nella gestione dei fallimenti a Roma.

E ieri mattina vertice tra i pm che indagano sulla clonazione di biglietti Atac e gli investigatori della Guardia di Finanza. Entro breve saranno convocati, comunque, i tre dirigenti della municipalizzata dei trasporti per i quali mesi fa è stato fatto dalla polizia giudiziaria il verbale di elezione di domicilio.

Sempre ieri gli autisti Atac "ribelli" capitanati dalla pasionaria Micaela Quintavalle, la studentessa di medicina e autista, che ha guidato l’assedio in Campidoglio, e studenti si sono radunati davanti alle sedi aziendali di via Prenestina e Porta Maggiore per protestare contro lo scandalo dei biglietti clonati. Martedì la conferenza dei presidenti dei gruppi capitolini in seduta straordinaria dell’Assemblea. Sarà costituita una commissione d’indagine consiliare.

E Micaela contesa dalle tv firma autografi per strada La vuole il Grande Fratello

Micaela, lei ha guidato l’assedio in Campidoglio dei mille autisti ribelli, contro gli straordinari-ordinari che coprono il 35% del servizio. E i passeggeri in fila alle fermate?

«Sono con noi» risponde Micaela Quintavalle (nella foto Gmt) , studentessa di medicina di 33 anni e autista, soprannominata dai colleghi la William Wallace della Braveheart dell’Atac, perché ha scavalcato i nobili-sindacati.
I romani hanno capito la vostra protesta?

«Sì, sanno che stiamo facendo una battaglia anche per gli utenti, e per la sicurezza, basta ai bus-catapecchia che devono viaggiare anche se non funzionano clacson, stop e segnalatori di direzione» .

E come fa a essere sicura che gli utenti sono dalla vostra parte?

« Me lo dicono, mi fermano per strada, mi chiedono pure l’autografo, anche quando vado all’università in metro, ci incitano ad andare avanti, a non fermarci nella denuncia, come quando non vogliamo essere costretti a viaggiare violando il codice della strada».
In che modo Atac vi incita a violare il codice della strada?

«Ci controllano, se abbiamo un guasto in corsa fanno pressing per farci proseguire il servizio anche se vorremmo fermarci, lo consente la circolare di giugno che Il Tempo ha pubblicato ieri».
Chiederete la modifica della circolare «Guasti in linea» che vi obbliga a proseguire la corsa?

«Sì, lo faremo, chissà magari diremo anche questo quando andremo dal sindaco Marino, finalmente ci riceve».
Quando sarete ricevuti dal sindaco Marino?

«Martedì, ma non lo scrivete ancora, andremo in quattro, saremo presenti in un incontro con i sindacati, stavolta ci saremo anche noi, sono già iniziate le consultazioni sul web per sapere chi saranno gli altri tre che verranno con me».
La mattina non si perde una lezione a La Sapienza, dalle 15 guida il bus, capeggia la protesta dei ribelli e va in tv. Come fa?

«Se è per questo mi ha contattato anche il Grande Fratello, mi vogliono nella nuova edizione, ma io gli ho detto di no».
Dice «no» al Grande Fratello, e migliaia di giovani farebbero carte false..

«A 17 anni ho fatto la modella, ora faccio l’autista Atac ma voglio laurearmi e fare la psichiatra».

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