Le proposte di Legambiente per una mobilita' sostenibile
«Pedaggi urbani e forme di tariffazione per salvare le città e risollevare il tpl»
"Pedaggi urbani e forme di tariffazione dell'accesso a determinate aree urbane o arterie". Sono le proposte avanzate da Legambiente durante il convegno "Chi paga per l'inquinamento" che si è svolto mercoledì scorso al Salone delle ecotecnologie di PadovaFiere. L'Italia - secondo i dati snocciolati da Legambiente - perde ogni anno almeno lo 0,6% del Pil a causa del traffico urbano. E malgrado un notevole utilizzo di misure- tampone, nella metà dei capoluoghi si registrano ancora valori di concentrazione delle polveri sottili superiori al limite consentito. Inoltre, si legge nel rapporto dell'Associazione che riprende i recenti dati Isfort sulla mobilità urbana, si assiste alla continua contrazione nell'uso e nell'offerta di trasporto pubblico. "Proprio nel momento in cui servirebbe più trasporto pubblico - ha detto Roberto Della Seta presidente nazionale Legambiente - veloce, frequente, comodo, questo diminuisce in termini di offerta ed allontana gli utenti anzichè conquistarne di nuovi". E' giunto il momento - aggiunge - che anche in Italia si sperimentino i pedaggi urbani come fatto, con successo anche in termini di consenso, nel nord Europa. A Londra ad esempio in due anni di road pricing il Comune ha guadagnato 74 milioni di euro, reinvestiti poi nel tpl, che ora trasporta due milioni di passeggeri in più. Col pedaggio urbano si raggiungono due tipi di obiettivi secondo Della Seta: quelli ambientali di lotta all'inquinamento, legati alla riduzione del traffico e al cambiamento degli stili di vita, portando gli utenti a selezionare gli spostamenti, ottimizzare l'uso dei veicoli, incentivando il car pooling e il car sharing. E contemporaneamente si incrementano le entrate della pubblica amministrazione per auto-finanziare interventi sul tpl. Riduzione dei trasferimenti dallo Stato, scarsità di investimenti mirati, sia nazionali che regionali, sono il secondo grande capitolo da affrontare. "In Italia servono investimenti nelle infrastrutture del tpl - ha concluso Della Seta - rinnovo del parco mezzi, aumento dei chilometri delle reti, integrazioni tariffarie ed intermodalità. Invece dal ?97 a oggi le risorse destinate al tpl sono diminuite del 28%".