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Pescara, 24/03/2026
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Data: 11/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
La maxitruffa all'Atac - Atac, caos fatture: «Almeno 5 anni di bilanci falsati». Per il team di esperti che ha analizzato le carte «gli esercizi precedenti sono a rischio»

Biglietti clonati, spunta un documento sui rendiconti dell’azienda: «Cifre da verificare»

Qualcuno ha voluto mettere una sorta di pietra tombale sui bilanci prima del 2011. Come? Tappandosi la bocca, facendo finta di nulla. In Atac più di qualche manager ne è convinto. Ma la dimostrazione della tesi arriva con un verbale firmato dal consiglio di amministrazione il 17 maggio del 2012. È sempre il super perito Renato Castaldo a lanciare a Comune e Cda un’osservazione pesante, ovvero che i bilanci dal 2010 a scendere siano a rischio. Tutto nasce dalla relazione della task force guidata da Vincenzo Pesce, direttore centrale Amministrazione finanza e controllo di Atac, che procede alla pulizia contabile, dall’agosto del 2011, che interessa circa il 90 per cento del partitario, ovvero del registro su cui sono annotate le operazioni finanziarie e commerciali dell’azienda. Il team di Pesce verifica 156 milioni di euro di debiti verso fornitori. Ci sono ancora fatture del 1994 aperte, spiegherà. Un bailamme contabile che per Castaldo ha una sola conseguenza: «I bilanci agli esercizi precedenti il 2011 sono da ritenersi non rispondenti al vero - scrive nel verbale - e i relativi risultati di esercizio da considerarsi falsati». Ma ciò che più importa è che, nonostante la denuncia, nessuno, Campidoglio in testa, batte ciglio.
LE VERIFICHE
Il lavoro di Pesce solleva dei dubbi: ci sono circa 16mila posizioni da verificare per rassettare i conti di Atac. Numeri che impatteranno pesantemente sul bilancio 2011 dell’azienda, con una cifra che sfiora i 35 miloni di euro. I dubbi riguardano l’attendibilità nelle fatture sui bilanci scritti dal 2001 al 2011 (lavoro che poi sarà fatto anche sul 2012 e sul 2013, non ancora concluso) che non erano stati accoppiati con i debiti storici, continuando a scrivere fatture da ricevere e da emettere, senza che poi - nella realtà- queste fatture si chiudessero. Generando costi verso i fornitori più alti di quelli che in realtà sono. Ecco l’impatto sul bilancio, cioè i 35 milioni. Ma se questi conti ora sono stati in qualche modo sistemati, nessuno pare avere idea di ciò che è successo negli anni.
IL PREGRESSO
Prima del gennaio 2010, anno della fusione, i bilanci erano di tre società: Atac, Metro e Trambus. Ed è su ognuno di essi vengono sollevati dei dubbi dal pool di esperti, anche se - spiegano - i problemi più gravi riguardavano soprattutto Trambus. Il team, quindi, nel 2011 mette a posto il bilancio di Atac, risistemando il pregresso. Ma senza entrare nel merito di eventuali manomissioni e possibili reati. Parallelamente vengono avviate alcune azioni di responsabilità nei confronti dei manager. Ma la gestione politica non si preoccupa minimamente. E oggi quei bilanci potrebbero raccontare molte cose.

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