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Data: 11/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sciopero all'Atac. Mercoledì i sindacati tornano sul piede di guerra

Agitazione di 4 ore. Una nuova protesta prevista il 3 dicembre

Revisione immediata del trattamento economico dei dirigenti, no al blocco dell’aumento degli stipendi per anzianità di servizi e una rivoluzione ai vertici per un piano industriale che possa risollevare le sorti dell’azienda. Parlare di agitazione sindacale sembrerebbe riduttivo, considerando la bufera che ha travolto l’azienda dei trasporti pubblici, tra l’inchiesta sui bilanci e lo scandalo dei titoli di viaggio falsi. L’ultima pagina della travagliata storia dell’Atac parla addirittura di una spaccatura tra lavoratori e sindacati che è esplosa senza lasciare dubbi mercoledì durante il sit-in improvvisato da quattrocento autisti. Un gruppo ha contestato i sindacati più grandi, Cgil, Cisl e Uil delineando una spaccatura. «Cgil, Cisl e Uil hanno inviato un comunicato nel quale annunciano il blocco delle assemblee» spiega Renzo Coppini, segretario aggiunto del Sindacato Unitario Lavoratori - Comparto Trasporti.
LE RIVENDICAZIONI
In vista nuovi sciopero: mercoledì dalle 9 alle 13 l’agitazione è indetta dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl che riguarderà il personale dell’Atac e quello della Roma Tpl. Il Sul proclama uno sciopero di 24 ore per il 3 dicembre. «Gli autisti - dice Coppini - hanno accusato i sindacati più grandi di buonismo». Il Sul da oggi inizierà un giro di assemblee con i lavoratori per chiarire le loro rivendicazioni e «far capire agli autisti che se non si è rappresentati al tavolo delle trattative è impossibile portare avanti le rivendicazioni». Tra i motivi della protesta del Sul «l’inerzia dell’azienda su promesse fatte da tanto tempo sulla riorganizzazione dell’Atac, tante parole ma nessun fatto». Coppini spiega che «l’azienda ha bloccato gli aumenti relativi all’anzianità di servizio, non ha elargito l’una tantum del periodo 2009-2011 con la scusa della spending review, tutte misure che vanno direttamente a danneggiare gli operatori che stanno ogni giorno in strada, autisti, macchinisti, operatori di stazione. La realtà invece è fatta di stipendi sempre più contenuti, di ferie negate, aggressioni e di un personale operativo esasperato». E Micaela Quintavalle, che guida la rivolta dei conducenti Atac cosa ne pensa? «Martedì in Campidoglio cercheremo di parlare all'assemblea pubblica con il sindaco, perché si renda finalmente conto dei nostri problemi e dei tanti nodi irrisolti che l'accordo firmato con i sindacati non ha affrontato minimamente, a partire dall'organico sottodimensionato». Gli autisti ribelli non parteciperanno allo sciopero di mercoledì prossimo. «La nostra mobilitazione - aggiunge Micaela - rimane distinta da quella dei sindacati, che non ci rappresentano più. Torneremo a farci sentire i primi di dicembre, se il sindaco non acciglierà le nostre richieste. Siamo pronti a bloccare la città».

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