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Data: 11/11/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Chiodi non cambia strada e sceglie Berlusconi Per l’assessore Giuliante il 70% del Pdl regionale seguirà il governatore in Forza Italia

L’AQUILA Al bivio il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi devierà verso la strada di Arcore. Lui che si è sempre vantato di non avere la tessera di Forza Italia sin da quando era sindaco, di essere stato il polo catalizzatore della coalizione quando ancora il Pdl non esisteva, di mettere d’accrdo Forza Italia con Udc ed Alleanza nazionale è pronto a sposare la causa berlusconiana.

Il 16 novembre si definiranno le posizioni in campo con l’assemblea nazionale del Pdl. Sarà comunque una data utile anche per l’Abruzzo. «Lì salteranno tutti gli schemi di Prima Repubblica, che alcuni stanno adottando (doppie firme o “ma anche”) - ha affermato l’assessore regionale Gianfranco Giuliante - ognuno sarà libero di votare il documento nel quale si riconosce: quello di Berlusconi o l’altro di Alfano. Chiodi ha sottoscritto quello di Berlusconi; si è determinato per l’azzeramento della classe dirigente del Pdl e per il ritorno a Forza Italia. A Roma, e con voto palese, ci sarà la dimostrazione plastica che Chiodi, uomo apicale in Abruzzo, avrà dalla sua oltre il 70% del partito, che si riconoscerà nella posizione che ha assunto firmando il documento del 25 ottobre».

La linea di Alfano e Lupi sarebbe lontana dalla posizione di Chiodi. Ma non è detta l’ultima parola. «Sarà l’occasione per definire in modo chiaro e inequivoco la composizione del gruppo regionale - ha aggiunto Giuliante - Non da oggi, denuncio l’anomalia di "amici" parcheggiati nel Pdl ma militanti "altrove" e di iscritti al Pdl componenti gruppi "diversi" in Consiglio Regionale». Per Giuliante non è normale che oltre un terzo tra gli iscritti al Pdl e i componenti l’assemblea nazionale del Partito militino in formazioni altre. «Ciò è accaduto perchè si è sistematicamente o volutamente confuso il partito con quanti a diverso titolo, (ma sia chiaro con eguale dignità, fanno parte del “cartello di maggioranza”». Giuliante vuole unità ma anche chiarezza. «Le dinamiche di un “partito”, che per definizione è di parte, sono altre rispetto a quelle di un’aggregazione elettorale. Il 16 novembre finalmente sapremo chi fa parte del partito e chi viceversa decide di essere nostro alleato». Il 16 novembre cambieranno molti legami degli ultimi venti anni. Per Giuliante chi sceglie Alfano e Lupi diventerà «alleato importante con cui già da domani impostare una strategia condivisa per le elezioni del maggio 2014».

Per l’Abruzzo si cambia e non tutto potrebbe proseguire liscio nel futuro della politica abruzzese così come Gianfranco Giuliante lascia prefigurare.

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