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Data: 11/11/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
«I soldi della Tav per la ricostruzione». Massimo Cialente non esclude un’altra mobilitazione per la questione dei fondi

Gemellaggio tra due territori, così distanti eppure così vicini per un obiettivo che i cittadini auspicano da quattro anni e mezzo: il completamento dei processi di ricostruzione dell’Aquila e del cratere. Da ormai diverso tempo ha preso piede un movimento di opinione che propone di dirottare sulle aree colpite dal sisma i miliardi, parecchi, stanziati per la realizzazione del tratto italiano dell’alta velocità Torino-Lione. Ieri pomeriggio il sindaco, Massimo Cialente, e una ventina di primi cittadini della Val di Susa dall’Aquila hanno lanciato un monito: «Questo Paese deve cambiare priorità nella propria agenda politica. Non più tempo di grandi opere, come la Tav, ma di procedere ad un piano di messa in sicurezza dell’intero Paese». Costo dell'operazione 100 miliardi, per L’Aquila ne basterebbero almeno sei fino al 2018, mentre è di circa 40 la spesa prevista per l’alta velocità in Piemonte. «C’è bisogno che l’Italia prenda coscienza di una cosa - ha spiegato Cialente - Tutto il territorio nazionale è a rischio, o per i terremoti, o per il pericolo di dissesto. Un grande piano di messa in sicurezza creerebbe indotto per le aziende, recupero del patrimonio edilizio e risparmio di territorio. Chiederemo anche ad altri sindaci di sposare questa linea di pensiero, a partire dal prossimo 23 novembre nell’incontro di San Sepolcro, a cui parteciperò, dove si parlerà di sicurezza dal pericolo sismico». All’incontro erano presenti numerosi sindaci della Valsusa, invitati dal comitato 3e32 e dal consigliere di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare, esponenti del movimento No tav, oltre ai senatori Enza Blundo e Marco Scibona, entrambi del Movimento 5 stelle. «Difendiamo la nostra terra da un’opera inutile e costosa - ha rilanciato il presidente della comunità montana Valsusa, ed ex sindaco di Susa - Mentre ciò che i nostri governanti devono capire è che la sicurezza dei cittadini e la ricostruzione di una città come L’Aquila devono assumere un carattere di priorità nell’agenda politica. Il governo deve cercare i soldi per coprire la seconda rata Imu: ci chiediamo, dove troveranno i soldi per la Tav?». Proprio sulle possibilità che a Roma qualcuno sposi la causa Cialente è stato netto: «Noi non siamo dei ribelli, ma stiamo aprendo un dibattito che auspico i partiti capiscano» ha aggiunto Cialente che sulla questione fondi ha chiosato: «Sono stati presentati gli emendamenti alla legge di stabilità per reperire almeno 600 milioni per i prossimi due anni, personale e bilanci degli enti colpiti dal sisma. Aspettiamo di vedere cosa accadrà in Senato, solo dopo decideremo se riprendere la mobilitazione».

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