Abbiamo viaggiato da Abano Terme all’Aquila: si fa amicizia con i passeggeri e il costo dimezza. Studenti e giovani professionisti i clienti. Ecco come funziona
L’AQUILA Esci dalla stazione di Padova spingendo il trolley, un po’ sospettosa e con una domanda in testa: “Potrò fidarmi?”. La risposta arriva subito dopo, quando ti accorgi che il tuo compagno di viaggio (e autista), contattato su uno dei tanti siti di car-pooling, è una persona “normale”, gentile al punto da tranquillizzare. Si avvicina con un amichevole “Ciao, piacere, io sono Marzio” e ti accompagna alla sua auto. Percorreremo insieme, ma anche con altri viaggiatori, quasi 500 chilometri fino a Roma. Da lì, ognuno prenderà la sua strada, la mia porta in Abruzzo, all’Aquila. E così, basta poco per capire che il car-pooling, ovvero “l’auto di gruppo”, metodo che spopola ormai tra studenti, turisti e professionisti con l’obiettivo di coprire le distanze comuni, è qualcosa di più di un modo per ridurre le spese di viaggio, in un Paese in cui per percorrere la distanza L’Aquila-Abano Terme, per fare un esempio, si spendono circa 28 euro di casello autostradale e una cinquantina per il gasolio. E con i mezzi pubblici? Non te la cavi con meno di 50 euro se scegli il treno, altrettanti servono se viaggi con un autobus di linea privata. Ti accorgi, insomma, che il car- pooling (così come il car-sharing, e tanti altri nuovi modi di viaggiare “giovane” come il road-sharing o il “semplice” autostop) aiuta anche a rompere il muro della diffidenza verso l’altro. Così, anche tra chi ha più di 40 anni, torna di moda lo stile di vita “on the road”, la condivisine delle esperienze, la sensazione di sentirsi tutti, in qualche modo, sulla stessa “strada”. Anche inquinando di meno. Car-pooling: è subito amicizia. Uno dei princìpi dell’auto di gruppo, infatti, è quello di ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera, riempiendo le auto che viaggiano solitamente con uno o due conducenti soltanto. Sull’auto di Marzio, ingegnere informatico, si sta comodi: è una station wagon. Ci hanno viaggiato, da agosto a novembre, passeggeri italiani, mongoli, cinesi, inglesi, tedeschi. Questa volta si viaggia in cinque. L’atmosfera è piacevole, come se ci si conoscesse da tempo. Si ride, si scherza, si raccontano pezzi di vita personale. E ci si scambia il numero di telefono prenotando già il viaggio di ritorno verso nord per Natale. La più sospettosa è Virginie, 34 anni, bionda moglie francese del conducente, che confessa: «Non lo farei mai da sola». La coppia si divide tra il Friuli, Padova e Roma. Sabina Cadamuro, estetista di 51 anni, è originaria di Venezia ma lavora a Roma, dove ha conosciuto Mauro Rossetto, 34 anni, grafico editoriale. Destini che s’incrociano con il car-pooling. Cos’e’ e come funziona. Innanzitutto il principio di partenza: avere voglia di condividere per non sprecare. Poi, un’auto su cui trasportare gente, oppure essere disposti a fare i passeggeri sull’auto di un'altra persona. Lo stesso Marzio è stato passeggero e autista, a seconda delle necessità. Poi servono portali o social forum in cui fare incontrare la domanda e l’offerta. I più cliccati sono Postoinauto.it, Roadsharing.com, Passaggio.it, Carpooling.it, Tandemobility. Prendiamo ad esempio il sito Blablacar.it. Quando si organizza un viaggio, i punti di ritrovo e di arrivo sono indicati su una mappa, con la massima precisione. Invece, quando si pubblica un'offerta di passaggio, Blablacar calcola automaticamente un prezzo che aiuta i conducenti a scegliere una cifra equa. I prezzi non possono essere alzati al di sopra di una certa soglia, perché il conducente non può trarne vantaggio: non si tratta di un’attività privata a scopo di lucro, ma di una soluzione che nasce dal basso, dai cittadini, per dividere le spese di viaggio. Anche se un dubbio sorge spontaneo: data la diffusione capillare di questa modalità di viaggio, potrà un giorno lo Stato decidere di tassarla? Vedremo. Una volta individuato il passaggio o i passeggeri sulla base della tratta che si deve percorrere, lo scambio di informazioni avviene tramite messaggi che vengono registrati dal sito in maniera inequivocabile: una sorta di “controllo” sull’affidabilità della persona. Non solo. Sul sito il conducente è tenuto a specificare se in auto si possono portare animali domestici, se si può fumare o meno e vengono indicati marca e modello dell’auto. Evoluzioni. Se il fenomeno del car-pooling è diffusissimo in America e in Europa settentrionale, in Italia è il nord a detenere il primato di popolarità. Ma tante esperienze e portali si stanno diffondendo man mano anche al centro-sud. Dapprima metodo di viaggio preferito dagli universitari, e quindi giovani viaggiatori, ora è ricercato anche da lavoratori over 40. Capitolo donne: sospettose per lo più, soltanto negli ultimi tempi si registra un aumento di fiducia del popolo femminile. Si può, inoltre, anche decidere di affrontare un viaggio totalmente “in rosa”. Diffusissime, inoltre, anche alcune applicazioni iPhone e Android per l'organizzazione di viaggi in car-pooling