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Pescara, 24/03/2026
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Data: 11/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Letta: taglierò deficit e debito, dalle banche i soldi per l’Imu «Giudicatemi a fine 2014, manterrò tutti gli impegni»

ROMA I prossimi 20 giorni saranno decisivi per la tenuta del governo. Il varo della legge di Stabilità e il voto sulla decadenza di Berlusconi lo metteranno a dura prova. Enrico Letta inizia perciò a liberare il campo dai possibili punti di attrito. «Gli impegni che prendo li mantengo e chiedo di essere giudicato alla fine» ha messo le avanti il premier, ospite ieri della trasmissione ”Domenica In”, riferimento alla cancellazione della seconda rata dell’Imu. In quanto alla risorse, le coperture verranno «indicate nei prossimi giorni», saranno trovate attraverso «l’anticipo di attività bancarie e assicurative», ha ribadito il capo del governo. L’obiettivo prioritario è non ricomiciare a fare debiti, «l’Italia in passato ne ha fatto troppi, non ho alcuna intenzione di essere meno che rigoroso a riguardo».
Da oggi la legge di Stabilità inizierà il suo iter, i parlamentari potranno esaminare la pioggia di emendamenti presentata dai partiti, un fuoco di sbarramento che non preoccupa Letta. «La discussione in Parlamento sarà positiva», assicura il premier, «questa sarà la prima legge che dopo 5 anni che abbassa le tasse su impresa e famiglia. Il timing del governo non è cambiato, si va avanti, «alla fine del 2014, io sono convinto che applicando le decisioni prese, noi avremo il debito e il deficit che scendono, così come scenderanno le tasse e le spese e avremo la crescita, i primi segnali della lotta alla disoccupazione». È un Letta che, insomma, pensa positivo e si prepara ad aggirare le prossime trappole. Che di Berlusconi non parla. E attacca Grillo, che «fa discorsi populisti e urla».
E senza evocare attributi d’acciaio, prova a giocare d’anticipo per prevenire le prossime mosse di quanti vorrebbero destabilizzarlo. «Sulla casa in questi sei mesi abbiamo fatto una politica complessiva, è in corso la più grande fase di incentivazione delle ristrutturazioni, fino al 65%, e sono state messe in campo iniziative per chi ha perso il lavoro mentre si trova a dover pagare il mutuo».
MENO AUTO BLU

La strada del risanamento passa anche attraverso la spending review.«Sulle auto blu abbiamo fatto una norma che riguarda tutta la Pubblica Amministrazione che obbliga a un taglio immediato del 25%; è un primo passo e l'anno prossimo ce ne sarà un altro». Ma senza una riforma dello Stato «il potere centrale ha pochi poteri per contenere le spese locali: ecco perché «stiamo cercando di cambiare la Costituzione in cui le regioni hanno un'autonomia totale e il centro può fare poco o niente». Dalla crisi, «la più grave del dopoguerra», non si esce con «le bacchette magiche».
REBUS PENSIONI D’ORO

Il premier ha toccato anche il tema delicatissimo delle “superpensioni” per ribadire che «l’indicizzazione va portata sino al completamento». Secondo Letta «intervenire sulle pensioni d’oro è utile e simbolico ma poca poco alle casse». Ma come, se la Consulta ha ribadito che i diritti acquisiti non si toccano? «C’è un contenzioso alla Corte costituzionale che vogliamo rompere, è giusto un riequilibrio ma dobbiamo dire le cose come stanno».

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