ROMA Sindacati sul piede di guerra per il nuovo piano Alitalia di maxi tagli e risparmi per 400 milioni. Le linee d’azione messe a punto dell’ad Gabriele Del torchio, anticipate ieri dal Messaggero, saranno domani sul tavolo del cda per un’approfondita discussione. Proprio l’entità dei tagli al personale (circa 4.000, compresi i contratti a termine) ha messo in allarme le organizzazioni sindacali che hanno chiesto e ottenuto un incontro urgente con il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Al vertice parteciperanno i segretari generali delle tre confederazioni Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Preoccupato per gli esuberi anche il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. «Alitalia - osserva - deve dirci che intenzioni ha e chiudere con un piano industriale credibile e convincente. Certo se ci fossero degli esuberi ci sarebbe un problema». Probabile quindi che dopo l’alzata di scudi generale, i tagli vengano ridimensionati se non dimezzati. Ma al di là del piano industriale, cruciale per il futuro, continuano le mosse tattiche di Air France in vista del d-day per l’aumento di capitale. Questa volta è Le Figarò ad anticipare che i francesi non parteciperanno alla ricapitalizzazione, scendendo così all’11%. Da Parigi fonti ufficiali non commentano, ma alla ritirata della compagnia credono davvero in pochi. Del resto, i soci italiani non paiano preoccupati. «Se Air France non aderirà all'aumento di capitale - ha nuovamente dichiarato l’ad di Unicredit, Federico Ghizzoni - penso che Alitalia e il governo saranno liberi di guardare ad altre soluzioni». Poi ha aggiunto: «La situazione della compagnia è abbastanza stabile, in linea con quello che si pensava: il primo obiettivo è l'aumento di capitale da farsi e credo che questo obiettivo verrà raggiunto». Qualora Parigi dovesse sfilarsi, sarà probabilmente Etihad ad entrare in gioco. Come sperano gli azionisti e lo stesso governo italiano.