AVEZZANO. Treno in tilt e passeggeri infuriati. È accaduto, è purtroppo non è una novità, sulla principale linea ferroviaria abruzzese. Ma stavolta a lasciare a piedi i pendolari non è stato il vecchio Caimano, ma il modernissimo Minuetto. I bus sostitutivi sono stati messi a disposizione dei passeggeri solo dopo un'ora di stop.
Ad andare in panne è stato il treno che parte da Pescara e arriva ad Avezzano alle 8.54. Il convoglio si è fermato ad Anversa. Sembra che il locomotore sia andato in tilt a causa di un blackout all'apparato elettronico.
Quando il treno si è fermato i passeggeri hanno chiesto spiegazioni al personale delle Ferrovie. Dopo alcuni minuti, però, hanno capito che il convoglio non sarebbe ripartito. Hanno dovuto attendere l'arrivo di bus alternativi partiti da Anversa e da Avezzano. Alla fine il ritardo accumulato ha superato l'ora. Il treno fuori uso ha comportato ritardi a catena.
Infatti anche la corsa proveniente da Roma Termini e che arriva ad Avezzano alle 12.52 è stata soppressa. Anche in questo caso Trenitalia non ha potuto fare altro che mettere a disposizione dei bus sostitutivi per permettere ai passeggeri di raggiungere la destinazione.
«È stata un'altra giornata indimenticabile», hanno commentato alcuni dei pendolari marsicani, «abbiamo pagato il biglietto per il treno e ci siamo ritrovati a viaggiare in autobus giungendo a destinazione in forte ritardo. Non si può andare avanti così».
La linea ha 117 anni e all'epoca costò 67 milioni di lire. Il treno, 18 carrozze in tutto, carico di politici e giornalisti, il 28 luglio 1888, partì da Roma e quando arrivò nella Marsica la prima tappa fu Carsoli.
Ad Avezzano il banchetto si fece nel granaio dei principi Torlonia. Alle 20.30 la vaporiera arrivò a Sulmona in grande ritardo. Nonostante le promesse di rilancio e innovazione della linea da parte di Ferrovie e Regione, i tempi di percorrenza da allora sono pressoché gli stessi, e i ritardi anche.