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Data: 12/11/2013
Testata giornalistica: Rassegna.it
Economia, l'inversione non c'è. Sciopero: alte adesioni

Istat: produzione industriale -3% in un anno. Csc: da aprile 2008 a oggi l'Italia ha perso il 25%. Primo giorno di sciopero generale: adesioni altissime a Cosenza. A Roma incontro tra Pd e sindacati, che chiedono fatti e modifiche alla legge di Stabilità

La settimana dello sciopero generale indetto dai sindacati per cambiare la legge di Stabilità si apre con dati non incoraggianti per l’economia italiana. A settembre l'indice destagionalizzato della produzione industriale, corretto per gli effetti di calendario, è diminuito in termini tendenziali del 3,0% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 20 di settembre 2012). E' quanto comunica l'Istat. Rispetto al mese di agosto, invece, c’è stato un lieve aumento dello 0,2%. Il Centro studi di Confindustria, nel suo bollettino pubblicato sempre oggi, stima un miglioramento anche da settembre a ottobre, ma sempre nell’ordine del +0,3%. Poca cosa. Il Csc, inoltre, rileva il dato drammatico della crisi italiana, ossia che a ottobre si attesta a - 25,0% la distanza dal picco di attività pre-crisi (aprile 2008). Nel terzo trimestre del 2013 si è avuta una contrazione della produzione dell'1,0% sul precedente (-0,9%% nel secondo trimestre sul primo).

Cresce l’allarme per gli ammortizzatori sociali da rifinanziare. I sindacati richiamano il governo e chiedono stanziamenti maggiori e soprattutto certi e immediati, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza della cassa in deroga. Dai territori arrivano dati critici. Ad esempio dal Veneto, dove la cassa integrazione straordinaria è cresciuta del 117% da settembre a ottobre, come informa la Cgil regionale ricordando che la timidissima ripresa che sembra affacciarsi in questo fine 2013 non produrrà nessun effetto sul lavoro che anzi continua a presentare dati di forte sofferenza.

Lo sciopero a Cosenza
Venendo alla mobilitazione contro la legge di Stabilità, la settimana si è aperta con lo sciopero in provincia di Cosenza. "E' andata bene, è stata una bella manifestazione e c'è stata una grande adesione allo sciopero, considerando che non è mai facile scioperare per primi". Così Michele Gravano, segretario generale della Cgil Calabria, commenta con Labitalia la manifestazione di oggi di Cgil, Cisl e Uil calabresi a Corigliano Calabro. L'adesione allo sciopero nella provincia di Cosenza, secondo i sindacati, è stata altissima, "ben oltre il numero degli iscritti alle organizzazioni sindacali". Alla manifestazione unitaria a Corigliano Calabro c'è stata una massiccia presenza dei forestali, dei lavoratori in mobilità e degli Lsu-Lpu, degli edili, dei lavoratori del pubblico impiego, del commercio, dei giovani e degli studenti. "E non finisce qui: domani saremo in 4-5mila a Reggio Calabria - attacca Gravano - fuori dal consiglio regionale, in occasione della riunione dell'organo legislativo, per sostenere la vertenza degli Lsu".

In tutta la provincia cosentina, le adesioni hanno raggiunto punte del 100% nei settori dell'edilizia e dell'agricoltura: chiusa la Dormiflex di Oriolo, la Europak Laterizi e la Carena Spa del Cantiere Sa-Rc di Laino, Azienda Agricola Bilotti di Altomonte. Alte anche le adesioni nei settori dei servizi e del commercio. Nel settore pubblico, l'astensione al lavoro è pari all'80% nelle comunità montane, al 70% nel trasporto pubblico locale e al 65% nella scuola. E mobilitazione dei sindacati continuerà nei prossimi giorni. "Venerdì - conclude Gravano - sciopereranno anche le altre province, con mobilitazioni e presidi".

Il 12 lo sciopero prosegue in Basilicata, dove si fermano le province di Potenza e Matera.

L’incontro tra Pd e sindacati
A Roma si è tenuto l’incontro tra il Partito democratico e i leader i leader di Cgil, Cisl e Uil. Un incontro “positivo” ma le confederazioni aspettano i fatti, ossia un cambio di passo che i tre segretari Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti chiedono al Parlamento. La richiesta a Sel e Pd (ma le tre sigle hanno chiesto incontri a tutti i gruppi parlamentari e finora mancano gli appuntamenti con Pdl e M5s) è di irrobustire la diminuzione della tassazione sui lavoratori e pensionati, recuperando risorse da patrimoni, rendite finanziarie e spesa pubblica improduttiva. "Gli incontri con Sel e Pd - riferisce Camusso - sono stati positivi nelle intenzioni, capiscono le nostre ragioni, se dovessi dire che c'è una coerente forza nel trovare soluzioni credo non ci sia ancora. Con il Pd ci saranno altri incontri per seguire la selezione degli emendamenti". Per la Cgil, dunque, "non c'è ancora la scelta di fare davvero una legge differente da quella presentata, ci pare si stia troppo nell'abito dell'ambito del galleggiamento di questa legge di Stabilità". Invece, "bisogna dare reddito a lavoro e pensioni, spostando risorse dalle rendite, e con un intervento vero sulla qualità della spesa pubblica e quei soldi devono andare a lavoratori e pensionati".

"Ho riscontrato da parte dei segretari di Cgil, Cisl e Uil incontrati stamane una disponibilità vera e non di facciata a individuare soluzioni utili per migliorare la legge di stabilità in favore delle imprese e dei ceti sociali maggiormente colpiti dalla crisi. Nonostante le oggettive difficoltà del contesto economico e politico in cui si trova il Paese, il Pd non starà mai dalla parte di coloro che intendono sfasciare tutto mettendo in crisi un governo che sta assicurando all'Italia una nuova credibilità internazionale e che per la prima volta, dopo diversi anni, vara una legge di stabilità che non mette nuove tasse ne' propone tagli indiscriminati". Cosi' Roberto Speranza, presidente dei deputati Pd, dopo l'incontro. "Il Pd- conclude- ascolterà i suggerimenti che provengono dal mondo del lavoro e si adopererà in parlamento per migliorare tale legge avendo come obiettivo la crescita e l'equità".

L’emendamento: no tasse sotto i 12mila euro
Esentare dall'Irpef i redditi inferiori ai 12.000 euro. E' il contenuto di due emendamenti alla legge di stabilità - uno proveniente dalle file del Pdl (prima firmataria Anna Cinzia Bonfrisco), l'altro da quelle del Pd (primo firmatario Giancarlo Sangalli) - per modificare il cuneo fiscale. "E' presto per parlare di intese" sull'esenzione dall'Irpef. "Ci sono emendamenti che offrono convergenze, ma non mi sembra che vi siano intese", ha commentato il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, a margine della riunione dell'Ecofin a Bruxelles sul bilancio Ue 2014.

Un altro gruppo di emendamenti targati Pd prevedono la riduzione della soglia per beneficiare del taglio al cuneo fiscale, che dovrebbe scendere a 30.000 euro. Con il beneficio maggiore, circa 200 euro netti l'anno, per i redditi tra 15.000 e 20.000 euro. A spiegare la nuova formula del Pd, per ridurre il peso del fisco sui lavoratori, contenuta in diversi emendamenti alle legge di stabilità, è il relatore Giorgio Santini. Parlando con i giornalisti a palazzo Madama, il relatore conferma il drastico taglio degli emendamenti presentati in commissione Bilancio al Senato, rispetto ai circa 1.000 pervenuti.

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