«Siamo delusi e amareggiati, ma non rassegnati a morire solo perché la classe politica non capisce che l’economia della città è tutta nel terziario». La dichiarazione di Ezio Ardizzi fa da premessa all’azione giudiziaria promossa dalla Confcommercio nei confronti dell’amministrazione comunale. Corso e ricorso. L’avvocato Angelo Tenaglia ha istruito e fatto notificare ieri al Comune, e depositerà oggi al Tar, il ricorso dell’associazione dei commercianti contro i lavori per la riqualificazione ovvero pedonalizzazione parziale di corso Vittorio Emanuele. «Chiediamo al Tar che i lavori non vengano neppure consegnati - ha aggiunto il presidente Ardizzi - per evitare procedure supplementari per un risarcimento danni».
Che sarebbe finita in questo modo lo si era capito da tempo. A nulla sono valsi gli incontri pubblici e gli accorati appelli rivolti all’amministrazione comunale dai negozianti di Corso Vittorio, contrari a un progetto che, fatto storico, ha unito nella battaglia Confcommercio e Confesercenti.
Nello specifico, il ricorso si basa sul fatto che «la delibera è viziata per incompetenza assoluta in quanto assunta dalla giunta comunale, quando la pianificazione urbanistica è invece di competenza esclusiva del consiglio comunale» si legge in una nota della Confcommercio. Secondo l’associazione diretta da Walter Recinella, inoltre, «il provvedimento è viziato e illegittimo per eccesso di potere poiché avrebbe richiesto la modifica del Prg, mentre la giunta comunale ne ha minimizzata la portata qualificandolo come un intervento “minimo e indispensabile” per adeguare al codice della strada la viabilità esistente».
Per Carlo Masci, leader di Pescara futura e convinto sostenitore del progetto, «Confcommercio insiste nel fare battaglie di retroguardia per opporsi al cambiamento per una città sostenibile, a lavori conclusi i commercianti saranno tutti soddisfatti delle migliorie apportate proprio com’è già successo per via Trento, via Piave e via Roma, e ultimamente per via Firenze e via Battisti, e ancora per via Mazzini».
Confcommercio tira dritto: «Abbiamo cercato in tutti i modi di fermarli, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire - ha proseguito Ardizzi -. Il problema non riguarda solo corso Vittorio, la nostra è una vertenza per il commercio di Pescara perché sono tanti i disagi che la nostra categoria non può più tollerare».
Confcommercio alza la voce anche sulle ingenti somme spese dall’amministrazione per opere di riqualificazione urbana, a cominciare dalle riviere: «La priorità è quella di ridurre le tasse per aiutare tutti a contrastare la crisi» conclude Ardizzi, indossando le vesti del pellegrino: «E’ tempo di pellegrinaggi per i titolari di imprese, io sto pensando di andare ai Caraibi».