TERAMO Teramo lavoro: la procura ha impacchettato le accuse messe insieme in 15 mesi di indagini e ha chiesto il processo per il presidente della Provincia Valter Catarra, per l’ex amministratore della società in house Venanzio Cretarola e per l’ex direttore del personale della società Salvatore Lagatta, da maggio sindaco di Bussi sul Tirino. Oggi il gup Domenico Canosa dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Stefano Giovagnoni o disporre il non luogo a procedere. Tutti sono indagati per abuso d’ufficio, mentre Catarra e Cretarola anche per truffa e falso. A Cretarola, inoltre, il sostituto procuratore contesta il reato di peculato. L’inchiesta verte sull’uso del fondo sociale europeo (Fse) da parte della società e, in particolare, sulla nomina dell’ex amministratore Cretarola a coordinatore del progetto nella società. Una nomina che, secondo la procura, sarebbe avvenuta con modalità irregolari, senza una selezione pubblica e per cui Cretarola sarebbe stato retribuito complessivamente «con 42mila euro a valere sui fondi Fse». E proprio quei soldi, insieme ad altri 11mila provenienti da un altro incarico, sono stati sequestrati dal gip Giovanni de Rensis su richiesta del pm. Sequestro confermato dal tribunale del Riesame. Il gip, nell’ ordinanza con cui a gennaio ha disposto il divieto di dimora a Teramo per Cretarola (poi revocata), sostiene che non sarebbero stati rispettati i principi di trasparenza, pubblicità ed imparzialità. Il pm Giovagnoni contesta all’ex amministratore anche il reato di peculato che il gip nell’ordinanza aveva riformulato come truffa. Il fatto gira intorno ad una somma di 11.255, 72 euro che, sostiene la procura, Cretarola avrebbe percepito illegittimamente.