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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mazzette alla Regione Abruzzo - «Offro uno champagne da 130 euro, tanto pago con i fondi della Regione». Le intercettazioni della Procura

PESCARA «Dopo i saluti De Fanis mi ha invitato a lasciare, come lui ha fatto, il telefono sulla sua scrivania per recarci in un'altra stanza. Lontano da sguardi e orecchi indiscreti mi ha chiesto di quantificare dettagliatamente ogni voce di spesa». Inizia così il racconto di Andrea Mascitti, il musicista impresario che viene obbligato dall’assessore regionale a versare la tangente sull’evento che sta per organizzare. «De Fanis mi ha detto che una volta saputo con precisione i costi vivi della manifestazione avrei potuto aggiungere 3.000/4.000 mila euro per me e altrettanti per lui. Ha aggiunto "Ci vuole per forza tale somma per me o non si può fare". Avrei dovuto quindi gonfiare le spese».
E quando arriva il momento di incassare la tangente l'assessore è altrettanto esplicito con la vittima: «Vai oggi stesso in banca dove hai il conto, poi aspetta lunedì e preleva mille euro, poi mi chiami al telefono, però attento che abbiamo tutti i telefoni sotto controllo».
L’USO DEI SOLDI

Ma c'è un altro episodio che emerge da una intercettazione telefonica tra l'assessore e la sua segretaria e amica, Lucia Zingariello, che è emblematico del disinvolto utilizzo dei soldi della Regione per questioni futili come l'acquisto di una bottiglia di champagne. Questo il breve e sconcertante dialogo tra i due. De Fanis: «Mo stiamo al Caffè Torino, mo ho offerto io una bottiglia di champagne; Zingariello: «Come al solito tu»; De Fanis: «E che devo fare amore mio? Mo vedo di pagarla con la cosa della Regione, viene 130 euro la bottiglia»; Zingariello: «E bè pagala con quella della Regione»; De Fanis: «A me piace fare così. Purtroppo chi nasce signore e dispendioso è così». E poi l'assessore chiude così la telefonata con una frase agghiacciante in dialetto: «Io e te passem li guai se stem uniti, gli frechem tutt, guadagnem quindici e spendem vent».
Interessante anche come l'assessore Luigi De Fanis e la segretaria Lucia Zingariello prendono accordi con Mascitti per far uscire la mazzetta gonfiando la fattura di un evento. Zingariello a Mascitti: «Vabbè, tu hai scritto adesso 2100, sono le spese vere»; De Fanis: «E invece quello che presentiamo sono 4.400»; Mascitti: «Si esatto, però io qua non c'ho messo niente»; De Fanis: «Ci deve uscire anche per la nostra associazione»; Mascitti: «Quello che volete io non ho messo niente»; De Fanis: «2.100 sono dunque le spese vere, senza alcun guadagno. Questo è quello che ti diamo: 4.400. Allora facciamo così la differenza facciamo 1150 alla nostra associazione e 1150 a te». Interviene la segretaria: «No no, nessun conto. Aspetta che ti dico io come dobbiamo fare»; De Fanis: «Ma lui non lo inglobiamo nella nostra (associazione Abruzzo Antico ndr)? Tu sei inglobato nella nostra associazione così non rispondi manco. Noi così d'emblée ti diamo 4.400». Mascitti: «E poi io vi ridò...»; De Fanis: «Bravo».

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