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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/11/2013
Testata giornalistica: Il Centro
La messa per il figlio e poi l’arresto «Trattato peggio di...»

MONTAZZOLI «Mi hanno trattato peggio di...»: non termina la frase l'assessore regionale Luigi De Fanis, agli arresti domiciliari da ieri per i reati di concussione, truffa aggravata e peculato. «Sono tranquillo, sono una persona onesta e chi mi conosce, lo sa; non ho fatto nessun appalto, non ho fatto niente», ripete dalla sua villetta. Sono le 14,30 e Montazzoli, nell’Alto vastese, è avvolto dalla nebbia. De Fanis risponde affacciandosi sulla soglia di casa, proprio sotto il castello baronale. «Scusami, ma non posso farti entrare», dice tenendo in mano gli occhiali da vista. Risponde poche frasi, poi lascia un dubbio su chi sia quel "peggio di...". L’assessore indossa una tuta in pile blu, stava probabilmente sottolineando qualcosa perché nell'altra mano stringe una penna. Una finestra è illuminata, probabilmente quella della cucina, le altre sono chiuse, la plafoniera sulla porta è accesa. Forse lo era quando, poco prima dell'alba, gli agenti della Forestale, su disposizione del Gip di Pescara Maria Carla Sacco, hanno premuto il campanello fuori dal cancelletto. De Fanis era in paese lunedì perché aveva partecipato alla una messa, nella chiesa parrocchiale di San Silvestro Papa, celebrata in ricordo del figlio Orazio, morto in un incidente stradale proprio il 12 novembre di sei anni fa. Una terribile coincidenza con la data degli arresti. Dopo la messa si era intrattenuto in piazza Umberto I, un caffè nel bar con il ridondante nome di Gran Caffé Plaza. A distanza di diverse ore dal suo arresto, nel locale alcuni anziani continuano a giocare a carte. Poco oltre un giovane fa il solitario. «Ho saputo la notizia appena ho aperto, e che posso dire?», s’interroga il barista. Un cliente che guarda fuori dalla vetrina, si avvicina e fa: «Quelli che politicamente sono suoi amici non si sbilanciano e l’hanno già assolto, quelli che invece sono della parte contraria, gli danno addosso e già l’hanno condannato». La temperatura rigida quassù (il paese è a 850 metri sul livello del mare) ha indotto molti ad accendere i camini. La nebbia nasconde anche il castello Franceschelli che, da Colle Ripa, domina tutto. Poco più di mille abitanti ma le strade sono deserte. Qui i De Fanis sono molto conosciuti. Orazio, padre di Luigi è stato medico condotto e sindaco del paese, incarico che ebbe anche il figlio dal 1990 al 1995. L'esperienza politica nel piccolo paese gli ha portato bene tanto da scalare tutte le tappe e diventare assessore regionale. Se a Montazzoli l'arresto di De Fanis non ha scosso più di tanto gli animi, ben altra eco c'è stata ad Atessa, dove "Gigi", come lo chiamano gli amici, oltre ad essere aiuto ortopedico nell'ospedale, è una personalità politica di spicco. Sempre al fianco del sindaco Nicola Cicchitti (Udc), è stato nel primo mandato assessore comunale e quindi, nell'attuale legislatura, consigliere comunale, oltre che coordinatore cittadino del Pdl. «È un fulmine a ciel sereno e spero che si faccia chiarezza al più presto» commenta gli arresti Cicchitti. Che aggiunge: «Esprimo tutta la mia solidarietà a Gigi». Sulla stessa linea è il presidente del consiglio comunale Rocco Menna: «Esprimo la mia personale solidarietà a Gigi De Fanis, augurandomi che lui stesso riesca a dimostrare la sua innocenza e ritornare in piazza con la sua grinta». Riferendosi a due avvenimenti che hanno fatto parlare di Atessa a livello regionale, sarcastico è il commento del Movimento per Atessa Unita di Giulio Borrelli, che è in opposizione in consiglio comunale: «Dopo le palle di neve e Priebke, il nostro paese torna alla ribalta con l'assessore che noi avevamo definito "Boss", forse tanto torto non avevamo!».

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