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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/11/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Incredulità e sorpresa per «l’amico Gigi». Lo stupore di consiglieri regionali e colleghi di giunta. Commosso Morra: «Persona mite e per bene». Ma Costantini attacca: «Storia squallida»

L’AQUILA L’arresto dell’assessore alla Cultura, Luigi De Fanis, “l’amico Gigi”, è stato un fulmine a ciel sereno. Anche se ieri ha piovuto a dirotto come pioveva il giorno dell’arresto di un altro assessore della giunta Chiodi. Incredulità e sorpresa, per lo più le sensazioni che emergono tra i banchi del consiglio regionale. Mentre qualche occhio diventa lucido, come quelli dell’assessore ai Trasporti, Giandonato Morra, con il suo fascio di carte sotto braccio e la consueta ironia interrotta da quel: «E’ stato un fulmine a ciel sereno. Conosco l’assessore e l’uomo De Fanis. Ho fiducia nella magistratura ma questo è, senza dubbio, un brutto momento. Una vicenda che mi ha colpito, più che come politico, come uomo. Gigi è una persona mite e per bene, proprio ieri sera (lunedì, ndr) stavamo parlando del grave lutto che ha subìto in famiglia, diverso tempo fa». Cade «letteralmente dalle nuvole», invece, il portavoce del gruppo del Pdl in consiglio regionale, Riccardo Chiavaroli. «Conoscendo l’assessore De Fanis le accuse mi paiono davvero incredibili. Ma stiamo aspettando per vedere se ci sono motivazioni fondate alla base di un provvedimento simile. Anche perché quando sento di arresti sono sempre un po’ titubante. Perché se è vero che le indagini andavano avanti da mesi, mi chiedo se davvero servisse questo arresto. Politicamente», aggiunge Chiavaroli, «credo che ciascuno risponderà a titolo personale. Ma non credo che avrà incidenza sulle attività della maggioranza, della giunta e del consiglio, e non credo che inciderà sulla legislatura. Mi auguro che l’amico De Fanis, possa dimostrare la sua estraneità ai fatti, altrimenti prenderemo i dovuti provvedimenti». Volto teso e poche parole per il presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, che al di là del «salvo dire che la magistratura faccia la sua parte», si augura «che De Fanis possa dimostrare l’estraneità ai fatti che gli sono contestati. Dimissioni? Sono valutazioni che non mi sento di fare». Di poche parole anche l’assessore Paolo Gatti: «Non parlo di vicende giudiziarie». Attacca invece a tutto campo la giunta regionale il consigliere dell’Idv, Carlo Costantini, che parla senza mezze parole di una situazione di «straordinario squallore, soprattutto perché la cultura è un settore che muove risorse enormi». Ma Costantini rivendica anche l’allarme lanciato dal lui e dal suo partito «sulla scarsa trasparenza dei criteri di assegnazione dei fondi della 43, legge non improntata su sufficienti criteri di trasparenza. Abbiamo sempre chiesto di poter valutare la qualità delle iniziative finanziate. Ma quando la discrezionalità amministrativa si trasforma in arbitrio allora si è proprio toccato il fondo». Costantini non risparmia nemmeno il presidente della Regione, Gianni Chiodi, le cui responsabilità «sono oggettive» e questo arresto «è la certificazione di un fallimento di un’amministrazione che non ha mai fatto nulla. Noi con fatica abbiamo cercato di recuperare il discredito per tutte le vicissitudini che hanno attraversato centro destra e centro sinistra. A questo punto», aggiunge, «è necessario un momento di riflessione, devono essere ricostruite le regole del gioco dell’intero sistema politico, che non può consentire a un assessore di gestire le regole a suo uso e consumo». Divide la vicenda giudiziaria da quella politica Camillo D’Alessandro del Pd (che provocatoriamente candida all’assessorato Dacia Maraini). Per D’Alessandro «le vicende giudiziarie vanno risolte dentro le aule giudiziarie». Ma «gli abruzzesi sono arrabbiati per come è stata maltrattata la cultura in questa regione. Simbolo della decadenza della cultura sono, ad esempio, le macerie della Biblioteca De Meis e mai rialzata, mentre nessuna energia o soldi sono stati spesi per sostenere la candidatura dell’Aquila a Capitale europea della cultura per il 2019». «Scioccato» Walter Caporale, dei Verdi e meravigliato Ezio Rainaldi, presidente del Teatro stabile d’Abruzzo. «Sono sconcertato. De Fanis ha sempre fatto di tutto per il Tsa. Una brutta notizia che arriva tra l’altro in un momento in cui stiamo andando a Roma a perorare la causa per la candidatura dell’Aquila a capitale della cultura. Una triste pagina per L’Aquila e per l’Abruzzo».

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