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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/11/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Trenta manager per la guida dell’Aca

Sono più di trenta le domande che l’Aca si ritrova ad esaminare per la nomina dell’amministratore unico, come disposto dall’assemblea che due settimane fa ha ufficializzato la revoca del cda guidato da Ezio Di Cristoforo. Commercialisti, manager aziendali, revisori contabili, avvocati. Il panorama delle candidature è ricco e la selezione si annuncia impegnativa per l’assemblea dei sindaci. Ma la domanda che oggi si pongono in tanti, se non tutti, è la seguente: la politica che fino a oggi ha imperversato nel bene e nel male alla guida dell’Aca accetterà di fare un passo indietro per lasciare la conduzione societaria a un tecnico?
Una decina di giorni e lo sapremo: l’assemblea che dovrà nominare l’amministratore unico è fissata al 22 prossimo in prima convocazione e al 25 in seconda chiamata. Le tensioni restano palpabili. Per cominciare, il bando emanato dal cda uscente fa discutere per la mancata richiesta di requisiti precisi, anche se a ben vedere si fa riferimento a curricula europei e tanto basta a garantire sulla carta l’ottima preparazione degli aspiranti manager. In secondo luogo, sono noti i contatti che da giorni si susseguono tra fazioni opposte - e non mancherebbero bizzarre alleanze tra destra e sinistra - per indirizzare la scelta su questo o su quell’altro nome. Radio Aca tiene in alto le quotazioni di Fabrizio Calore, candidato che conosce la macchina, forte dell’esperienza in Aca in veste di consulente, e apprezzato da molti sindaci; si fa il nome dell’avvocato Sergio Della Rocca ovvero anche quello di Giuseppe Farchione. Ha presentato la candidatura anche l’avvocato Vincenzo Di Baldassarre, ex direttore del Marina di Pescara. Quale che sia la scelta, solo se il manager godrà del sostegno dell’assemblea e al tempo stesso dell’autonomia che il suo delicato ruolo richiede, allora ci sarà speranza di salvare una società a rischio di fallimento.
Un’alleanza tra piccoli Comuni può mettere con le spalle al muro colossi quali Pescara e Chieti: tutto sta a vedere quale logica prevarrà nello strano gioco di equilibri e rivalità. Il punto vero è che un’Aca in profondo rosso non conviene a nessuno, visto che si tradurrebbe in una stangata per tutti. Lorenzo Sospiri è drastico: «Il nostro obiettivo è risanare l’azienda acquedottistica e vogliamo perciò individuare il profilo migliore tra quelli che hanno presentato domanda. Ricordo - aggiunge il leader Pdl - che la netta maggioranza dei sindaci ha votato giorni fa per dare questa svolta e mi aspetto che quella stessa maggioranza si ritrovi compatta nel tracciare una rotta condivisa, nell’interesse della sopravvivenza e del potenziamento dell’Aca».

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