Sta riaprendo gli archivi delle indagini già chiuse per mancanza di elementi, la procura di Roma. Perché nei giorni scorsi, i due titolari del fascicolo di indagine sui presunti biglietti clonati all’interno degli stabilimenti Atac, hanno deciso che per dare una definitiva accelerazione all’inchiesta è necessario ripartire da capo. Dopo un punto sulle indagini alla presenza del procuratore capo Giuseppe Pignatone, per le prossime ore è stato fissato un vertice con il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza a cui è stata delegata l’inchiesta. Con loro, i pm Laura Condemi e Alberto Pioletti fisseranno le prossime tappe dell’inchiesta sui biglietti clonati, a partire dall’inevitabile convocazione in procura dei vertici di Atac che conoscono i meccanismi di produzione dei biglietti e potrebbero spiegare tutto sul presunto stabilimento fantasma che dall’interno dell’azienda produce biglietti di fatto clonati.
LA RIAPERTURA DELLE INDAGINI
Nei giorni scorsi, i pm Laura Condemi e Alberto Pioletti hanno inoltrato un’istanza al gip che nei mesi scorsi aveva chiuso alcuni fascicoli, tra cui uno nato dall’esposto di un’associazione di consumatori, spiegando che nel frattempo, i nuovi esposti arrivati alla procura hanno portato elementi che potrebbero dare un senso anche a quelle inchieste. Nel fascicolo archiviato ad ottobre erano finiti anche i nomi di tre dirigenti, che avevano eletto domicilio «sebbene mai formalmente indagati» ma, aveva scritto il magistrato, i fatti «per come genericamente illustrati» non valevano «una notitia criminis, né consentono ulteriori, adeguati approfondimenti investigativi nei confronti dei vertici Atac».
GLI STABILIMENTI
La ricostruzione della vendita dei biglietti Atac non sarà semplice. Lavorando all’ipotesi che la produzione di titoli clonati abbia portato fondi «neri» destinati anche alla politica locale, i magistrati cercano di ricostruire il ruolo della società Erg, che ha avuto l’appalto per produrre i biglietti elettronici e della Sipro. Una volta stampati in azienda, è la Sipro a ritirarli e depositarli nei capannoni di via Salone 137. Uno stabilimento interamente dedicato ai biglietti Atac, che vengono raccolti in un caveau al piano interrato.