L'AQUILA Da ieri sappiamo che alle prossime elezioni europee del 25 maggio gli abruzzesi entreranno cabina elettorale con cinque, quattro o tre schede, a seconda del comune di residenza. Le cinque schede sono per le europee, le regionali, le amministrative e per due referendum che ieri hanno ottenuto il via libera. Il primo referendum è stato votato ieri dal Consiglio regionale e riguarda il referendum consultivo per l’istituzione dell’area metropolitana Pescara-Montesilvano-Spoltore, che non è altri che la fusione delle tre municipalità nella Grande Pescara, che diventerebbe un comune di 192 mila abitanti con un solo sindaco e un solo consiglio comunale. L’Iniziativa è nata dal consigliere regionale Carlo Costantini (M139) al quale si sono aggiunti anche esponenti di centrodestra come Nazario Pagano e Riccardo Chiavaroli, che ieri in aula ha illustrato il provvedimento. La chiamata alle urne potrebbe essere nel prossimo election-day «così da non rappresentare un costo aggiuntivo per gli abruzzesi», ha detto Chiavaroli. Sarà però necessario un ulteriore passaggio in aula per approvare un provvedimento che consenta ai referendum l’election day. Nel suo intervento, Chiavaroli ha posto l'accento sull' importanza strategica della creazione di una nuova e più forte area metropolitana e sulla scelta metodologica, poiché per la prima volta dalla sua istituzione, la Regione Abruzzo chiamerà alle urne i propri elettori per un referendum e su un tema di enorme rilevanza». Naturalmente voteranno solo i residenti dei tre comuni interessati: Pescara, Montesilvano e Spoltore. Nell’idea di Grande Pescara dovrebbe entrare anche Sambuceto, ma la legge dà potere alle Regioni di legiferare solo per aree provinciali omogenee. Secondo il consigliere regionale Mov139, Carlo Costantini, «sembrava scontato lasciare i cittadini liberi di poter scegliere del proprio futuro, ma in alcuni momenti la recrudescenza di antiche contrapposizioni campanilistiche mi ha fatto temere per il peggio. Per il valore strategico e di prospettiva di questa decisione, non esito a definirla storica per la comunità pescarese, intendendo già ora per comunità pescarese quella costituita da tutti i cittadini che vivono, respirano e amano Pescara, pur risiedendo anagraficamente a pochi chilometri o metri dai suoi confini». Il secondo referendum ha un respiro nazionale e riguarda i piccoli tribunali. La Cassazione lo ha ritenuto ammissibile, dando il via libera al quesito chiesto da nove Consigli regionali: Abruzzo (capofila), Puglia, Calabria, Basilicata, Friuli, Piemonte, Liguria, Campania e Marche mirato a «cancellare» la riforma della geografia giudiziaria che ha tagliato mille uffici in tutta Italia. «Prima vittoria dei referendari», afferma la presidente del comitato pro-referendum , Fabiana Contestabile, «ora contiamo in un giudizio positivo della Corte Costituzionale che restituisca la possibilità al popolo di esprimersi su una legge ingiusta e inopportuna». Pensiero condiviso dal sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio: «Il passo in avanti della richiesta referendaria", afferma, «segna un punto a favore dei territori penalizzati da una classe politica poco attenta ai reali interessi delle popolazioni». Il referendum in difesa dei 31 tribunali e 220 sedi distaccate, il primo nella storia repubblicana proposto attraverso l'iniziativa delle Regioni, ha mosso i primi passi proprio ad Avezzano.