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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/11/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
La «Grande Pescara» sempre più vicina Il progetto prevede la fusione del capoluogo con Montesilvano e Spoltore

Il referendum sulla Grande Pescara si farà e Carlo Costantini esulta. Il via libera del Consiglio regionale, arrivato ieri, ha dato regione all'ex leader abruzzese dell'Idv e attuale capofila del Movimento 139, che praticamente da solo si era lanciato due anni fa in questa battaglia. «Vince la democrazia. - commenta Costantini - L'ok dal Palazzo dell'Emiciclo è una svolta importante e ci consente di dare un segnale forte all'intera comunità abruzzese. In questo modo comincia a prendere forma il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore». Una vittoria doppia per Costantini, in quanto non più tardi di un mese fa le dichiarazioni degli esponenti regionali rispetto al referendum erano tutti di segno negativo. Non a caso, Costantini aveva accusato la stessa Regione e le Amministrazioni locali coinvolte di voler boicottare il progetto. E invece ieri c'è stata la svolta: «Sembrava scontato lasciare i cittadini liberi di poter scegliere del proprio futuro, - aggiunge il leader di Movimento 139 - ma in alcuni momenti la recrudescenza di antiche contrapposizioni campanilistiche mi ha fatto temere per il peggio. Per il valore strategico e di prospettiva di questa decisione, non esito a definirla storica per la comunità pescarese, intendendo già ora per comunità pescarese quella costituita da tutti i cittadini che vivono, respirano ed amano Pescara, pur risiedendo anagraficamente a pochi chilometri o metri dai suoi confini». L'altra notizia è che il referendum si dovrebbe svolgere a marzo, contestualmente alle elezioni regionali, quindi a costo zero per la collettività. «Per ora - sottolinea Costantini - nel progetto entrano i Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano, ma in un futuro, spero prossimo, anche Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino, Spoltore e Città Sant'Angelo dovrebbero diventare parte integrante. Città oggi escluse solo perché la Costituzione non consente alle Regioni di modificare le circoscrizioni provinciali». Ma il progetto punta dichiaratamente a una secca riduzione dei costi delle singole Amministrazioni attraverso la fusione, «per questo è fondamentale - conclude Costantini - è fondamentale coinvolgere tutte le realtà che fanno parte dell'area metropolitana di Pescara. Un progetto che risponde perfettamente alle norme sulla spending review. La fusione, infatti, porterebbe nel tempo un beneficio in termini economici, tra maggiori entrate e minori spese, di circa 134 milioni di euro, oltre a permettere una maggiore competitività con realtà direttamente concorrenti come Ancona e Bari. Perché un conto è presentare progetti europei come realtà di poche migliaia di abitanti, tutt'altra cosa è farlo come realtà di almeno duecentomila persone».

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