PENNE La diga di Penne è riuscita a contenere l’enorme quantità d’acqua accumulata in due giorni di pioggia incessante fino alle 16.30. Poi sono stati aperti i canali per far defluire l’invaso – per evitare la tracimazione – ma per fortuna non ci sono state gravi conseguenze. Da martedì mattina al pomeriggio di ieri, l’invaso di Penne ha contenuto l’enorme afflusso d’acqua e permesso ai Comuni della vallata di far fronte nel miglior modo possibile all’emergenza pioggia. Lo sbocco della diga, quando il livello del bacino ha raggiunto i 254,15 metri, poco dopo le ore 16.30, ha cominciato a far defluire l’acqua verso il Tavo. Nella zona del ponte di Sant’Antonio a Penne, così come in quella di Rotacesta di Loreto Aprutino, non si sono verificati grandi problemi e non è stato necessario chiudere alcuna strada. Gli argini del corso d’acqua hanno retto bene al flusso d’acqua fuoriuscita dalla diga e i tanti detriti che si erano accumulati non hanno prodotto danni. Nella notte tra martedì e mercoledì è andato invece semidistrutto il piccolo ponte Gallo, situato tra i Comuni di Penne, Montebello di Bertona e Farindola. Alcune famiglie che vivono nella zona di San Pellegrino, proprio lungo fiume, nella nottata tra martedì e mercoledì, sono state evacuate in via precauzionale. La situazione della diga pennese rimane comunque d’emergenza e viene monitorata costantemente dai tecnici. «La situazione è sotto controllo. Da martedì mattina abbiamo invasato oltre 5 milioni e duecentomila metri cubi d’acqua che sono stati mantenuti nel bacino rilasciando solo 12 metri cubi d’acqua», ha spiegato l’ingegnere Tommaso Valerio. Nella giornata di ieri, ad effettuare i sopralluoghi sull’invaso idrico pennese e in tutte le altre zone messe a dura prova dalle forti piogge sono intervenuti i carabinieri di Penne, la polizia municipale del capoluogo vestino, il sindaco Rocco D’Alfonso, gli uomini della protezione civile e di pronto soccorso. «Alcune strade, come quella di contrada Domero, sono in via di ripristino da smottamenti e piccole frane. Anche la statale 81, dall’incrocio per Villadegna fino al ponte Alzapone, è stata riaperta al transito», ha riferito il comandante della polizia municipale pennese, Natalino Matricciani. Resta chiuso il transito verso Baricelle e il ponte che porta a Picciano, Ancora critica anche la situazione nella contrada di Villadegna. L’allerta maltempo comunque non è finita e anche oggi tutte le scuole pennesi resteranno chiuse. «Insieme con tutte le forze dell'ordine, l'Anas e la protezione civile», dice il sindaco D’Alfonso, «stiamo gestendo e fronteggiando l'emergenza nel miglior modo possibile. Anche i cittadini, con mezzi propri, stanno dando una grossa mano per fronteggiare le difficoltà più impellenti».
Auto sommersa Lui si salva a nuoto
Il Saline straripa e si sfiora la tragedia, case evacuate per ore A Montesilvano e Penne scuole chiuse anche oggi
MONTESILVANO Il fiume Saline che esonda e arriva quasi a chiudere tutte le arcate del ponte ferroviario e un ragazzo con l'auto sommersa che è costretto a mettersi in salvo a nuoto. Sono solo alcuni dei momenti più delicati della lunga situazione di emergenza a Montesilvano, iniziata martedì pomeriggio e precipitata in serata quando in molti hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni a seguito di un'ordinanza di evacuazione, poi revocata ieri sera. Una decisione che era stata presa alla luce del reale rischio di esondazione del fiume, in considerazine del quale l'amministrazione ha convocato il Centro operativo comunale (Coc), un'unità composta da forze dell'ordine, istituzioni e associazioni per far fronte all'emergenza. Nel tardo pomeriggio di martedì, infatti, la necessità di aprire la diga di Penne ha trasformato il rischio di esondazione del Saline in dato certo e ha spinto il vicesindaco Lino Ruggero a firmare l'ordinanza di evacuazione delle abitazioni più a rischio e a predisporre l'allestimento un centro di accoglienza presso la palestra Di Blasio. Contemporaneamente centinaia di uomini hanno monitorato molte strade chiuse, come la lungofiume e l'area del ponte Europa, completamente sommerse, le traverse del lungomare e contrada Trave, colpita da una frana. Le precauzioni non hanno impedito, però, ad un giovane a bordo della Panda di suo padre, di percorrere la strada che porta al depuratore ritrovandosi improvvisamente con l'auto su un fianco e l'acqua nell'abitacolo. Il giovane è riuscito a mettersi in salvo a nuoto ma la macchina è rimasta sommersa e ha generato momenti di panico, ieri, quando i volontari della protezione civile, trovandola, hanno temuto il peggio. Allarme durato fino all'intervento dei vigili del fuoco che hanno accertato che nell’auto sommersa non c’era nessuno. Contattato il proprietario, tramite la targa, si è chiarito anche perché l’auto si trovava in quel punto. Molto grave anche la situazione che ha colpito diverse famiglie che si occupano di spettacoli viaggianti e il cui accampamento, in via Cavallotti, è stato raggiunto dalle acque prima che riuscissero a mettere in salvo roulotte e macchinari. «Ci hanno avvertito troppo tardi», hanno accusato i residenti. Le forze del’ordine hanno allestito un servizio di controllo continuo per evitare episodi di sciacallaggio; poi in serata gli sfollati sono tornati nelle loro case. Scuole chiuse oggi.