CHIETI. File chilometriche lungo via Asinio Herio, in piazza Trento e Trieste con concentrazioni di auto anche in via Spaventa. Pochi i vigili in servizio. Inevitabile la rabbia dei sindacati della società di trasporto pubblico La Panoramica. Mattinata infernale per la viabilità del centro storico che ieri è stata messa alle corde dai preparativi per la processione del Venerdì Santo. Ma non solo.
Infatti, il sistema viario ha mal sopportato la difficile concomitanza con il mercato ambulante alla villa e le inopportune operazioni di riasfalto eseguite su una porzione di via Herio. Per ore, si è sfiorato il collasso del traffico con il colle trasformato in una sorta di affollato imbuto senza uscita.
A peggiorare le cose ci ha pensato lo sbarramento di via dei Vezii che ha concesso poche alternative ad automobilisti spesso indisciplinati. I disagi maggiori sono stati lamentati dagli autisti dei bus. «E' impossibile» attacca Domenico Di Fabrizio, della Fit-Cisl, «che la città sia stata lasciata in balia delle macchine per gran parte della mattinata. Abbiamo chiesto a più riprese l'intervento dei vigili che però non si sono visti». Pochi agenti in servizio ieri mattina, si contavano sulle dita di una mano. «Dal comando ci hanno ripetuto che non c'era nessun vigile operativo» prosegue Di Fabrizio «quindi non abbiamo potuto far altro che pazientare in fila». Accumulando così ritardi gravissimi sulle tabelle di marcia.
«Basti pensare che il breve tragitto che va dal capolinea di largo Cavallerizza alla Trinità è stato coperto con una media di 25 minuti mentre, di solito, ne occorrono meno della metà». Questo perché la strada che cinge il colle è andata in tilt per i numerosi passaggi registrati e per la sosta selvaggia delle vetture. Incomprensibile, la scelta di riaprire alle auto, autorizzate e non, il primo tratto del corso con la soluzione via Zecca ormai ignorata da settimane.
«Comprendiamo l'eccezionalità della giornata» riprende Di Fabrizio «ma le problematiche viarie da noi segnalate sono antiche. Se non saranno trovate soluzioni a breve daremo vita a forme di protesta più dure». Replica Donatella Di Giovanni, comandante della polizia municipale, che spiega il disservizio segnalato dagli autotraportatori. «Purtroppo, il nostro organico è ridotto all'osso senza trimestrali e con alcuni agenti malati. Per garantire il giusto controllo alla processione» continua la comandante «siamo dovuti ricorrere a servizi di pattuglia a scalare con l'intento di lavorare a pieno organico nel pomeriggio e nella serata». Quando i vigili sono scesi in strada, 25 agenti in tutto, na anche con il supporto sempre prezioso dell'associazione dei carabinieri in pensione.