TERAMO. Il vescovo di Teramo-Atri Michele Seccia, in un'intervista rilasciata al Tg3 Abruzzo, ieri è tornato sulla lettera-appello inviatagli due giorni fa dal segretario provinciale della Cgil Giampaolo Di Odoardo, che gli chiedeva di ricordare e stigmatizzare la piaga degli incidenti sul lavoro nelle omelie di Pasqua. Seccia ha ribadito, così come già annunciato al Centro giovedì, l'intenzione di raccogliere l'appello, a conferma dell'interesse per i temi sociali che ne sta contraddistinguendo l'operato.
«E' un invito che prendo in considerazione», ha detto il vescovo anche al Tg3, «le omelie toccano temi sociali ed è giusto parlare degli infortuni sul lavoro, tema che interessa particolarmente la comunità teramana».
Nella lettera-appello che la Cgil aveva inviato al vescovo gli si chiedeva anche di prendere una posizione forte in merito al fatto che chi compie del male, come gli imprenditori che non rispettano le norme di sicurezza mettendo a repentaglio la vita dei lavoratori, non può accostarsi al sacramento dell'eucarestia. Su questo aspetto monsignor Seccia è apparso un po' meno recettivo, limitandosi a una considerazione di carattere generale. «E' ovvio», ha detto al riguardo, «che chi compie il male non può accostarsi all'eucarestia. Chi fa del male si mette fuori non solo dalla grazia di Dio, ma dalla dignità del consesso umano».
Nel 2006, ha scritto Di Odoardo nella lettera, dieci persone sono morte in incidenti sul lavoro nella sola provincia di Teramo, una realtà territoriale in cui gli infortuni sono stati 6.269, con centinaia di invalidi. La provincia ha il triste primato del più alto numero di infortuni mortali nella regione, soprattutto nel settore dell'edilizia, e da tempo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria sollecitano un maggiore rispetto delle norme di sicurezza.
Il segretario della Cgil, quanto a risonanza, ha indubbiamente colto nel segno coinvolgendo sul tema, subito prima delle festività pasquali, il più alto rappresentante della Chiesa nel territorio. E Michele Seccia ha confermato di essere un vescovo molto aperto alla società.