Il vicepremier: "Non è partito del '94". E prevede: "Saremo attaccati, ma non avremo paura". Alla vigilia del Consiglio nazionale, lettera del Cavaliere ai parlamentari: "Chi non condivide nostri valori vada via". Poi tutto precipita. No dei lealisti all'accordo che avrebbe dovuto separare la decadenza dell'ex premier dalla sopravvivenza del governo.
ROMA - Alla fine, a poche ore dal Consiglio nazionale, arriva lo strappo. "Non aderiamo a Forza Italia. Sono pronti nuovi gruppi che si chiameranno 'Nuovo Centrodestra'", annuncia Angelino Alfano, al termine di una giornata trascorsa tra incontri e conteggi. "Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia", ha detto il ministro dell'Interno, nel corso della riunione dei governativi del Pdl dopo che, nel pomeriggio, era fallito il tentativo di mediazione con i lealisti. Rottura, quindi, anche se l'amicizia con il Cavaliere viene ribadita: "Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all'interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall'abbassamento delle tasse e di tutte le storiche battaglie. Ma questa non è la Forza Italia che abbiamo conosciuto nel '94". Al di là delle parole di circostanza, però, il vicepremier non si aspetta vita facile: "Saremo attaccati, ma non avremo paura, combatteremo per affermare le nostre idee. Questa sera abbiamo un buon alleato, la nostra buona coscienza''.
Ai falchi il senatore Pdl, Roberto Formigoni, attribuisce su Twitter la responsabilità della rottura. "Ovviamente non parteciperemo al Consiglio nazionale domani. Non c'è scissione perché il partito non c'è più, siamo 37 al Senato e 23 alla Camera", ha detto il senatore Pdl. "La proposta dei ministri era stata accolta da Berlusconi - ha aggiunto - poi è stata bocciata dai falchi".