ROMA Forza Italia «sarà all’opposizione di questo governo» e gli scissionisti del Pdl che hanno dato vita al Nuovo Centrodestra «sono teste di rapa che hanno fatto un calcolo cinico e brutale». Il patto di non belligeranza nei confronti di Alfano e dei governativi imposto da Silvio Berlusconi ai lealisti che due giorni fa hanno assistito commossi al rilancio di Forza Italia è già saltato. L’ordine di scuderia era quello di evitare le aggressioni almeno fino al voto sulla decadenza del Cavaliere, ma i falchi Sandro Bondi e Manuela Repetti, uniti nella vita e nel partito, non resistono e quando si presentano negli studi di In Mezz’Ora per essere intervistati da Lucia Annunziata, ricominciano a cannoneggiare i loro ex compagni di partito, che però non chiamano mai traditori. Ma la sostanza non cambia. «Hanno abbandonato Berlusconi nel momento più difficile della sua vita» si lamenta l’ex ministro dei Beni Culturali, che alza il tiro anche su palazzo Chigi e il Quirinale. «Alfano e i governativi hanno preso un impegno con Letta e Napolitano, che è il garante di questo assetto politico e il regista della vita politica italiana. Tutto ruota intorno a lui» attacca Bondi . E quando arriva il turno di Manuela Repetti, i riflettori si accendono sui tormenti del Cavaliere, che non può subire l’«umiliazione dei servizi sociali» e, nonostante le smentite della diretta interessata, si preparerebbe a cedere il testimone alla figlia Marina. La senatrice Repetti rivela infatti che la primogenita del Cavaliere sarebbe più attenta alle vicende del partito di quanto si possa immaginare. «Non c’è un erede. Marina è quella più presente, anche a riunioni non esclusivamente di azienda ma anche nostre, politiche, però ha detto pubblicamente la verità e cioè che non ne ha intenzione». Fabrizio Cicchitto, che già aveva rilasciato una pepata intervista all’Unità, bolla i due di «stalinismo», per poi aggiungere che «ieri avevo sottolineato come Berlusconi avesse invitato i suoi a moderare il linguaggio. Avendo visto e sentito in Tv Sandro Bondi e Manuela Repetti contro Angelino Alfano la mia ipotesi si è rivelata del tutto sbagliata». In campo anche la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo: «Perché Bondi non si candida alle Europee e vediamo quanti voti prende! Comunque se queste sono le premesse cominciamo male, molto male». Scintille e polemiche in cui si sono infilati anche gli immancabili Capezzone, Bernini, Gelmini e Minzolini. Quel che appare certo è invece il passaggio di Forza Italia all’opposizione. Bondi infatti non si è limitato a dare delle teste di... agli ex compagni di squadra: «Nei prossimi giorni faremo i gruppi e poi decideremo. La mia opinione è che Forza Italia sarà all’opposizione di questo governo». Una “opinione” che per Renato Brunetta diventa una certezza. Il super-falco lancia infatti un ultimo aut aut a Enrico Letta e scrive nel “mattinale” che dopo la decadenza del Cavaliere la strada sarà obbligata. «In vista del voto sulla decadenza del 27 novembre, Letta che cosa intende fare? Si è rallegrato e rasserenato dopo la scissione del Nuovo Centrodestra. Sappia che quel voto (sulla decadenza ndr) sancirà la fine delle larghe intese, e gli resteranno, forse, quella piccole...» prevede il capogruppo alla Camera del Pdl, che punta l’artiglieria anche su Saccomanni e la politica economica del governo.