PESCARA Sono 6500 i lavoratori abruzzesi che usufruiscono della cassa integrazione (4500) e della mobilità in deroga (2000) e che possono restare a breve senza reddito e senza lavoro. Servono altri 35 milioni di euro, rispetto ai 68 previsti dal governo per l’Abruzzo. Centinaia di quadri e delegati della Cisl Abruzzo-Molise hanno ieri partecipato al presidio nazionale organizzato da Cgil-Cisl-Uil davanti al ministero dell'Economia (Mef) mentre in consiglio regionale pende una risoluzione bipartisan che impegna il governatore Chiodi a proseguire, attraverso la Conferenza delle Regioni, l’attività di stimolo e richiesta nei confronti del governo. «Quello che ci preoccupa di più è il fatto che a restare senza assistenza sarebbero i lavoratori della piccola e media impresa, quelle imprese s tipiche del tessuto economico abruzzese», commenta il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini . Ieri a Roma una delegazione di sindacati ha incontrato il sottosegretario del Mef, Pier Paolo Baretta. «L'incontro è stato utile per chiarire alcuni aspetti e per strappare alcuni impegni al ministero, certo è che i nuovi finanziamenti promessi (330 milioni a livello nazionale) non sono assolutamente sufficienti», dice il segretario Cisl Maurizio Spina