PESCARA Ha rotto il silenzio, Lucia Zingariello, la segretaria dell’ex assessore regionale Luigi De Fanis che tre giorni fa aveva scelto di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari mentre ieri è tornata in procura per chiedere di essere interrogata di nuovo. Per due ore la donna – che si trova agli arresti domiciliari così come De Fanis – ha vuotato il sacco, rispondendo alle domande del pm Giuseppe Bellelli, difendendosi dalle accuse di concussione, truffa e peculato e scaricando sul suo assessore: il suo ruolo, avrebbe detto Zingariello al pm accompagnata dall’avvocato Umberto Del Re, sarebbe stato quello di una mera esecutrice delle volontà di De Fanis. Non sarebbe stata una sua idea quella di usare la macchina della Regione per viaggi personali (è questa l’accusa di peculato) e non sarebbe stata sua l’iniziativa di chiedere una presunta tangente al musicista Andrea Mascitti, l’imprenditore di Orsogna dalla cui denuncia è scattata l’inchiesta che ha portato agli arresti ai domiciliari De Fanis e Zingariello, il fascicolo coordinato dal procuratore capo Federico De Siervo e le cui indagini sono state svolte dalla Forestale. Se nell’ordinanza di custodia cautelare l’ex assessore e la segretaria erano stati dipinti come un duo affiatato, «complici» in quella richiesta di tangenti al musicista, nell’interrogatorio di ieri Zingariello ha preso le distanze dall’ex assessore regionale, riducendo le sue responsabilità e amplificando quelle dell’assessore per cui lavorava come segreteria. Zingariello, intanto, avrebbe confermato di conoscere Mascitti, l’imprenditore che in questi mesi ha registrato e fotografato quasi ogni suo passo ma avrebbe poi aggiunto di non sapere della richiesta di tangenti, di non sapere che dietro quelle cifre intercettate dalla Forestate ci fossero richieste di soldi in cambio di contributi regionali per organizzare manifestazioni culturali. A gestire i fondi da destinare alle manifestazioni sarebbe stato esclusivamente l’ex assessore, avrebbe detto ancora la donna, e sarebbe stato ancora De Fanis a gestire i contatti con Mascitti. E il ruolo di Zingariello? Quello di un’esecutrice degli ordini dell’ex assessore, avrebbe detto la donna allontanando così le accuse che le sono piombate addosso dal 12 novembre: concussione, truffa e peculato. Non avrebbe saputo, ha aggiunto, che i mille euro che l’ex assessore avrebbe dovuto ricevere erano una presunta tangente ma, anzi, avrebbe detto che quei soldi erano un regalo dell’ex assessore per lei. Zingariello, 34 anni di Guardiagrele, ha risposto anche alle domande sui viaggi contestati e all’accusa di assenteismo, le ore lavorative trascorse non in Regione ma fuori dal posto di lavoro. Sarebbe stato ancora De Fanis, ha detto Zingariello, a organizzare i viaggi privati a Bologna e a Roma ma con la macchina della Regione e riguardo ai cartellini timbrati senza però essere sul posto di lavoro, Zingariello avrebbe detto di non essere stata l’unica. L’interrogatorio chiesto dalla segretaria è durato circa due ore, dalle 16 alle 18, nella giornata in cui il gip ha deciso che l’ex assessore deve restare ai domiciliari, mentre si pronuncerà oggi sull’istanza di revoca presentata dal legale di Zingariello.
E il giudice nega la libertà all’ex assessore
Rigettata l’istanza di revoca dei domiciliari: «Il pericolo di inquinamento probatorio è perdurante»
PESCARA «Il pericolo di inquinamento probatorio è allo stato attuale perdurante». E’ con questa motivazione che il giudice per le indagini preliminari Mariacarla Sacco ha rigettato l’istanza di revoca dai domiciliari per l’ex assessore regionale alla cultura Luigi De Fanis. Così, il medico ortopedico, 53 anni, arrestato il 12 novembre resta agli arresti nella sua casa di Montazzoli. L’istanza di revoca era stata presentata dagli avvocati Massimo Cirulli e Domenico Frattura poco dopo l’interrogatorio in cui De Fanis aveva deciso di non rispondere alle domande del gip e, ieri, è stata rigettata. «Il pericolo di inquinamento probatorio è allo stato attuale perdurante», ha scritto il gip, «essendo ancora in corso indagini preliminari anche alla luce degli esiti delle perquisizioni e considerato che l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere: non è stato introdotto alcun elemento di novità». Il gip ha rigettato anche la revoca dell’obbligo di dimora presentata dall’avvocato di Rosa Giammarco, la responsabile dell’Agenzia per la Promozione culturale della Regione mentre non si è ancora pronunciato sull’istanza dell’avvocato di Lucia Zingariello, la segretaria dell’ex assessore regionale. I reati contestati sono concussione, truffa aggravata e peculato e nell’inchiesta c’è anche un quarto indagato, il legale rappresentante dell’associazione Abruzzo Antico Ermanno Falone. Le indagini hanno preso il via dalla denuncia di un imprenditore che si è rivolto alla Forestale dopo aver ricevuto richieste di denaro da parte di De Fanis in cambio dell’erogazione di fondi per l'organizzazione di manifestazioni culturali. In particolare gli accertamenti si sono concentrati sull'erogazione di fondi destinati all'organizzazione degli eventi celebrativi dell'anniversario dei 150 anni della nascita di d'Annunzio.