(ANSA)- MESSINA - ''La forte accelerazione impressa negli ultimi tempi al piano di dismissione dallo Stretto di Messina da Fs, e dalle societa' del suo gruppo, rischia di pregiudicare seriamente e in maniera irreversibile non solo gli attuali assetti occupazionali, ma anche le stesse possibilita' di sviluppo della citta' e dell'intera regione''. Lo afferma una nota di Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Sasmant, Fast a pochi giorni dal corteo organizzato per la vertenza dei marittimi dello Stretto. ''I segnali di questa strategia sono piu' che evidenti - proseguono i sindacati - non solo nell'ennesima soppressione dei treni a lunga percorrenza, ma anche nel mancato rinnovo della flotta pubblica, nella costante inadeguatezza degli organici''. ''Il chiaro obiettivo delle Ferrovie - continuano i sindacati - e' quello di regionalizzare il trasporto ferroviario e di sconnetterlo dal resto del Paese, pregiudicando cosi' allo stesso modo le possibilita' di movimento di uomini e merci e le opportunita' di crescita del territorio. Adesso che la rinuncia al Ponte affida per intero ad Fs le sorti della continuita' territoriale dello Stato, assegnandogli quindi un grande ruolo strategico, la societa' pubblica preferisce ridimensionare la propria offerta e disimpegnarsi irrazionalmente da un mercato che consente invece alla concorrenza privata di incrementare flotta, occupazione ed utili''. I sindacati chiedono un ''forte impegno, dei governi nazionale e regionale, affinche' nel piano d'impresa del gruppo FS venga riaffermato invece la centralita' del nodo ferroviario di Messina''. I sindacati infine invitano ''la citta' a manifestare nel corteo di venerdi' per rilanciare e potenziare il trasporto ferroviario''