La verifica voluta dal presidente della giunta Ottaviano Del Turco per ridurre le spese della politica
L'AQUILA. Il lavoro di ricerca per scovare enti, commissioni ed agenzie regionali da cancellare è praticamente terminato. Ora hanno un nome ed un numero preciso: sono esattamente 29 gli enti e comitati abruzzesi inseriti nella "lista nera". Sono considerati inutili e su di essi pende la scure della soppressione, del taglio dei dirigenti e delle indennità economiche.
Secondo le analisi dello staff della segreteria della presidenza della giunta regionale le loro competenze e mansioni possono essere assicurate da dipendenti e dirigenti della Regione. L'ente abruzzese può quindi risparmiare i costi relativi al pagamento degli onorari dei vari componenti che tra gettoni ed indennità variano tra i 15 ed i 30 mila euro all'anno.
Non solo i tecnici, ma anche molti esponenti politici della maggioranza di centrosinistra sono convinti che il taglio di questi che sono considerati sprechi possano costituire un segnale importante: l'idea che si sta facendo largo le realtà in questione, piene di esperti esterni, sono state costituite per fare clientela. Molti organismi si sono riuniti poche volte e, come sottolineano ambienti politici vicini all'Unione, non hanno certo segnato il corso della storia della Regione.
Comunque, la loro cancellazione provocherà aspre polemiche. Entrando nel merito, sono ben 12 i comitati in odore di taglio: tra questi spiccano i comitati consultivi provinciali per la pesca, per il coordinamento grandi eventi sportivi, per l'imprenditorialità, per la gestione del fondo regionale per l'occupazione dei disabili, di quello contro l'inquinamento atmosferico e acustico, per l'Edilizia Residenziale, il comitato tecnico dell'agenzia regionale per l'edilizia territoriale (Aret). Otto le consulte a rischio: per la tutela e difesa dei minori, l'educazione ambientale (i relativi compiti sono assicurati dal Comitato per l'educazione ambientale), i problemi della terza età, il servizio civile, l'immigrazione, la montagna, la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo dell'artigianato artistico e tradizionale abruzzese, gli utenti e consumatori.
Cinque le commissioni, alcune singolari come quelle sulla Botanica Regionale e sull'agriturismo. La lista nera è chiusa dall'agenzia Regionale per l'Energia (Araen), dal tavolo tecnico-consultivo in materia di bacini sciistici, impianti funiviari, piste da sci ed infrastrutture accessorie, dalla conferenza permanente per i rapporti tra la Regione e le Asl e dal Consiglio regionale dell'economia e del lavoro (Crel). L'elenco è pronto: i tecnici hanno quasi finito la loro "opera", manca infatti solo un passaggio fissato per questa settimana - con i dirigenti che conducono i settori di appartenenza delle realtà a rischio per verificare se con la soppressione ci saranno problemi amministrativi. Una volta superata questa situazione, la parola passerà alla politica. E da quanto dichiarato dal segretario generale della presidenza della giunta, Lamberto Quarta, l'esecutivo approverà entro aprile la delibera che taglia i costi. Con un mese di ritardo dall'annuncio del presidente della giunta, Ottaviano Del Turco. Della cura dimagrante faranno parte, oltre ai 29 organismi a rischio cancellazione, altri 60 enti regionali, i cui costi e il cui funzionamento sarà comunque razionalizzato. Gli 89 organismi fanno parte del gruppo individuato nel censimento portato avanti dalla segretaria generale della Presidenza allo scopo di attuare la prima parte dei tagli ai costi della politica.