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Pescara, 18/03/2026
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Data: 12/12/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Operazione sfiducia, dopo Testa tocca a Mascia

Consiglio comunale aperto e subito rinviato a stamattina. La maggioranza al Comune di Pescara è ancora in bilico e il fatto che ieri il presidente De Camillis abbia fatto liberare gli scranni in meno di mezz’ora ne è la riprova. Il rischio di un effetto domino che dalla Provincia investa palazzo di città sembra sempre più concreto. Dopo la mozione di sfiducia al presidente del consiglio Giorgio De Luca e ai presidenti di commissione presentata dal centrosinistra, difficile immaginare che Guerino Testa resti in sella, anche per via del pressing esercitato dai renziani sul Pd e il Gruppo dei 13. I capigruppo di maggioranza hanno lanciato un appello affinché prevalgano «il buonsenso e il buongoverno» e venga ritirata la mozione di sfiducia, ma i segnali che arrivano dal nuovo cordo democrat vanno in altro senso. «Da molto tempo si protrae una situazione inciucista che mira a preservare piccoli interessi - dichiara il renziano Giacomo Cuzzi -. È ora che il Pd stacchi la spina ad un’amministrazione simbolo del fallimento politico della filiera governativa di centrodestra».
L'obiettivo Pd sembra chiaro, come sembra chiara, ormai, la volontà del centrosinistra di mettere all’angolo i due papabili competitor alle prossime elezioni comunali. «Le due amministrazioni si assomigliano molto - ha dichiarato ieri Di Pietrantonio, rivolgendosi a Mascia -. Invece di pensare al vostro fallimento, però, fate la guerra per chi dovrà essere il prossimo candidato sindaco». La differenza sostanziale è che in Comune a tenere in mano i fili non è il Pd, bensì l’Udc-Ppe e il capogruppo Vincenzo Dogali, dopo molti penultimatum, sembra adesso intenzionato a fare sul serio. «L’Imu non è stata aumentata - dice -, ma resta da coprire un buco in bilancio sostanzioso e per ora non ho ricevuto alcuna proposta scritta da parte della maggioranza. Le uniche idee avanzate non hanno le gambe per camminare e dato che io da anni denuncio i gravi errori commessi nella gestione delle risorse pubbliche, questa volta non permetterò che gli errori vengano coperti». Ma di tempo per trovare una quadra c’è ancora. Ieri il Prefetto, in una lettera, ha concesso all’amministrazione altri 20 giorni per licenziare il bilancio, che dovrà essere approvato, quindi, entro il 31 dicembre. Solo dopo quella data avvierà, nel caso, la procedura di scioglimento del consiglio.

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