Il segretario del Pd pronto ad annunciarlo domani a Milano Cuperlo accetta la proposta: sarà presidente del partito
ROMA «Riforma elettorale e abolizione del finanziamento ai partiti: con Matteo Renzi segretario Pd i risultati arrivano subito» esulta su Twitter il deputato renziano Dario Nardella. Mentre i democratici volano nei sondaggi a meno di una settimana dalle primarie Renzi è stato bruciato da Enrico Letta che ha anticipato il taglio dei finanziamenti alla politica. Ma Renzi non ha intenzione di farsi rovinare la sua «sorpresina» dal premier. E domenica, quando a Milano sarà ufficialmente proclamato segretario dall’Assemblea democratica, il sindaco di Firenze potrebbe spiazzare Grillo e i suoi stessi compagni di partito annunciando di essere pronto da subito a rinunciare al finanziamento pubblico già dal 2014. Obiettivo del sindaco che in questa fase si muove a tenaglia con Letta è mettere nell’angolo Grillo dimostrando agli elettori che lo hanno votato anche a sinistra che il suo Pd è in grado di fare cose concrete e non solo di parlarne. L’offensiva del sindaco segretario sarà soprattutto verso il Movimento 5 Stelle al quale Renzi potrebbe proporre uno «scambio»: noi aboliamo il finanziamento ai partiti e voi votate con noi la nuova legge elettorale. Una mossa che starebbe irritando soprattutto il nuovo centrodestra che di Renzi non si fida e che ha paura di essere scavalcato dal nuovo asse che Renzi potrebbe aprire con i grillini. Un asse che in verità preoccupa anche Silvio Berlusconi. «Questo Paese non ha imparato a votare quindi è ingovernabile e tale sarà ancora se viene fatta una legge proporzionale: ci sono possibilità di un governo di larghe intese e difficilmente potrà essere tra Fi e Pd ma sarà un accordo tra Pd e M5S: ovvero giustizialismo che si somma a ingiustizialismo», vaticina l’ex premier che ieri ha rotto il silenzio presentando un libro su Bettino Craxi. «Per il Pd sarà una rivoluzione quotidiana, bisogna spalancare porte e finestre, aprire i circoli e chiudere le correnti, serve aria nuova, idee nuove e gente nuova», avverte Renzi nel primo instant book che lo ritrae come “Matteo il conquistatore” arrivato ieri nelle librerie. «Il Pd incalzerà il governo ogni giorno perché le riforme si facciano seriamente e gli italiani tornino a fidarsi della politica», aggiunge. Il tempo stringe e il sindaco sa che i tempi della politica non sono quelli del Paese, stufo di aspettare da trent’anni riforme che vengono solo annunciate. Vale per il finanziamento e vale anche per la legge elettorale che il sindaco è riuscito a fare traslocare dal Senato alla Camera, dove visti i numeri per i democratici sarà molto più agevole arrivare a un risultato. Sulla riforma del Porcellum i renziani stanno già predisponendo un testo che sarà depositato probabilmente già la prossima settimana alla Camera. Intanto sul fronte Pd Gianni Cuperlo ha infine accettato la proposta di Renzi di presiedere l’Assemblea democratica. A far cambiare idea all’ex sfidante del sindaco sono state soprattutto le pressioni dei “giovani turchi” convinti che sia necessaria una gestione unitaria dei democratici. Un segno della ritrovata unità tra i democratici verrà anche da Enrico Letta che domenica sarà a Milano per partecipare all’assemblea del partito. Il presidente del Consiglio finora molto defilato rispetto alle iniziative del suo partito non dovrebbe parlare ma assisterà alla proclamazione del nuovo segretario e alla votazione degli oltre 120 membri della direzione. Cuperlo vorrebbe mantenere la guida della sua area. Ma tra i giovani turchi c’è chi preme per una soluzione diversa che promuova Andrea Orlando o Stefano Fassina come coordinatore della sinistra per un nuovo dialogo con Renzi.