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Pescara, 22/03/2026
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Data: 15/12/2013
Testata giornalistica: Il Centro
C’è il corteo, bus dirottati e traffico impazzito. Fermate soppresse e auto in coda per la manifestazione dei sindacati in corso Vittorio. Il Comune: il raduno ci è stato annunciato solo venerdì sera

PESCARA Oltre mille persone in piazza per una manifestazione annunciata «soltanto la sera prima». Si difende così il Comune dopo i disagi causati dal corteo organizzato da Cgil, Cisl e Uil Abruzzo ieri mattina, per la giornata di mobilitazione nazionale contro i tagli previsti dalla legge di stabilità. Disagi che hanno riguardato soprattutto gli utenti della Gtm che, senza preavviso, si sono trovati ad aspettare invano gli autobus alle fermate di corso Vittorio Emanuele. Perché la scarsa comunicazione ha riguardato anche la stessa Gtm a cui non è stata segnalata affatto la manifestazione di ieri mattina . E il risultato è stato che anche i mezzi pubblici, come tutto il traffico cittadino che gravita su corso Vittorio Emanuele nel tratto tra via De Amicis (in via Pellico) e piazza della Repubblica, è stato dirottato su via Ferrari. Il tutto in una giornata di particolare traffico come quella del sabato prenatalizio, e in un’ora particolarmente di punta per chi, in auto o con i bus ha raggiunto il centro cittadino per lo shopping delle festività. Il corteo, che doveva partire alle 10,30 da via Pellico, all’altezza dell’incrocio con via De Amicis, è partito invece con mezz’ora di ritardo, alle 11, con la polizia municipale e le forze dell’ordine che hanno seguito tutto l’andamento della manifestazione, chiudendo il tratto al traffico fino a quando gli oltre mille partecipanti hanno concluso il tragitto che li ha visti manifestare lungo la rotatoria di via Michelangelo, in corso Vittorio Emanuele e fino a piazza della Repubblica. Un percorso che ha tenuto questo tratto di strada chiuso per oltre mezz’ora, con le strade che sono state riaperte via via che i manifestanti passavano, ma senza con questo evitare che il traffico impazzisse. Con decine di persone ferme alle pensiline in attesa per più di mezz’ora di autobus che non sarebbero mai passati, perchè il percorso era stato dirottato su via Ferrari per ragioni di viabilità. «La richiesta di autorizzazione ci è arrivata venerdì sera», si difendono dal Comune, «e senza neppure la previsione sul numero dei partecipanti, come di solito accade. Sicuramente la questura era stata informata nei tempi giusti, ma la comunicazione va fatta anche a noi almeno 48 ore prima per consentire di organizzarci al meglio informando in anticipo i cittadini». Invece, così non è stato. E mentre oltre mille persone, un numero sicuramente al di sopra delle previsioni, riempivano le strade con striscioni e fischietti, centinaia di altri cittadini sono rimasti ostaggio della disorganizzazione, vittime della scarsa comunicazione.

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